Israele e Palestina obbligati alla Pace

(FRANCO PETRAGLIA) In poche settimane gli scontri sulla regione hanno riacceso i riflettori su una crisi mai chiusa e oggi, come sette anni fa, Hamas ha ripreso a lanciare razzi su Israele che a sua v...

14 maggio 2021 08:01
Israele e Palestina obbligati alla Pace -
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(FRANCO PETRAGLIA) In poche settimane gli scontri sulla regione hanno riacceso i riflettori su una crisi mai chiusa e oggi, come sette anni fa, Hamas ha ripreso a lanciare razzi su Israele che a sua volta ha risposto con bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Dopo gli scontri dei giorni scorsi, al momento, il bilancio delle vittime è di 82 morti fra i palestinesi e 6 fra gli israeliani. Tra i feriti 115 tra bambini e adolescenti. Non mi azzardo ad entrare nella spinosa e, per me, incomprensibile situazione geo-socio-politica attuale, che pone difficili e angoscianti interrogativi: dove collocare i confini di un possibile Stato palestinese, come risolvere lo status politico della città di Gerusalemme, come garantire che i due Stati vivano tranquilli, e cosa fare dei profughi palestinesi che hanno in animo di ritornare alle proprie radici. Presumo, tuttavia, che la violenza in Palestina abbia un nome: si chiama occupazione del Territori palestinesi, da parte di Israele, durante la guerra dei sei giorni del 1967(contro le risoluzioni dell’Onu 242 e 181). Per non parlare di imprigionamenti quotidiani di palestinesi compresi i bambini, demolizione di case, negazione dei diritti palestinesi: alla libertà, a una terra, alla indipendenza, alla dignità. Posso solo dire, come uomo della strada, che l’unica alternativa equilibrata è la convivenza dei due Stati e dei due popoli, avente come obiettivo precipuo la fine della guerra e delle discordie intestine, che fino ad oggi hanno prodotto solo reciproca distruzione e morti a non finire. Quel Muro della Vergogna o Muro dell’Apartheid- check point -, che Israele ha eretto per fermare le stragi provocate da attentati kamikaze sul suo territorio, va subito abbattuto. Questo impressionante Muro di Betlemme non è solo una costante minaccia che grava sui popoli di Terra Santa, ma un forte segno di divisione, di contrapposizione, di paura, di feroci rancori e odi. C’è bisogno, al contrario, di un rapporto dialogico e costruttivo. L ’umanità ha bisogno di artigiani e costruttori di pace. No ai guerrafondai! Ai due statisti, ovviamente, la scelta di coscienza.

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