Ischia tra sisma e fango: la sfida di una ricostruzione mai così complessa

I cantieri ridisegnano l'isola a nove anni dal terremoto e a quattro dall'alluvione, tra delocalizzazioni e nuovi fondi per la sicurezza.

21 agosto 2026 14:58
Ischia tra sisma e fango: la sfida di una ricostruzione mai così complessa -
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Oggi l'isola d'Ischia è il laboratorio a cielo aperto più complesso d'Italia. Non si tratta più soltanto di rimettere in piedi i muri sbriciolati da una magnitudo 3.6 che devastò Casamicciola, Lacco Ameno e Forio. Qui la ferita è doppia, geologica e profonda: il terremoto e la frana si sono dati il cambio, imponendo una svolta radicale. La ricostruzione non è più un semplice restauro, ma una scommessa di sopravvivenza territoriale.

Il ricordo della terra che tremò a due chilometri di profondità nel cuore di Casamicciola e il dramma del fango che nel novembre del 2022 travolse tutto in una sola notte continuano a segnare l'anima dell'isola. A distanza di nove anni dal sisma del 21 agosto 2017 e a quasi quattro da quell'alluvione, il tempo a Ischia sembra essersi fermato e, allo stesso tempo, rincorso in una frenetica opera di riscrittura.

Dopo anni di attese e un lungo braccio di ferro istituzionale, la vera svolta è arrivata nero su bianco attraverso il Piano di Ricostruzione, adottato dalla Regione Campania e approvato in via definitiva con il decreto dello scorso autunno. Il piano ha ridefinito le regole d'ingaggio imponendo lo stop alle nuove colate di cemento nelle aree rurali, il via libera al riuso dell'esistente e, nei casi in cui il pericolo risulti troppo alto, la delocalizzazione degli immobili. Al timone della complessa macchina commissariale, dal febbraio di quest'anno, siede il professor Marcello Giuseppe Feola, subentrato a Giovanni Legnini, ereditiere di un mosaico di cantieri in fermento ma ancora incompleti.

I dati ufficiali confermano la dimensione dell'opera. Sulla carta, il Piano degli interventi urgenti viaggia su una cifra superiore ai 92 milioni di euro, ma la stabilità dell'isola resta un dato dinamico. Proprio in questi giorni di agosto, la Struttura Commissariale ha licenziato la nona rimodulazione del piano tramite l'Ordinanza numero 42, cassando tre vecchi interventi ormai non più urgenti e introducendone quattro nuovi per un valore di circa 5 milioni di euro.

Nel mirino dei nuovi cantieri figurano le grandi emergenze idrauliche e geomorfologiche che minacciano la tranquillità dei residenti a ogni allerta meteo. Le risorse approvate vedono infatti oltre 2,7 milioni di euro destinati al completamento del consolidamento e alla messa in sicurezza dell'alveo Cava Fontana-Vallone Selva a Casamicciola, 1,44 milioni riservati agli alvei Negroponte, Fasaniello ed Ervaniello, 725 mila euro allocati per il dragaggio e la rimozione dei fanghi dal porto di Casamicciola e 125 mila euro impiegati per il rifacimento del tratto crollato del muro di contenimento in via Montagna, nel comune di Ischia.

Nonostante le deroghe speciali prorogate fino alla fine del 2026 per accelerare i tempi della burocrazia, la vita quotidiana dei cittadini rimane sospesa. I decreti di agosto continuano a erogare il Contributo per l'Autonoma Sistemazione a centinaia di famiglie e, solo a Casamicciola, un recente provvedimento ha riguardato 183 istanze legate al sisma, affiancate da quelle per la frana. Ischia non è un cantiere fermo, ma non è neppure un caso risolto: tra concessioni ai privati, delocalizzazioni e gru al lavoro sul patrimonio pubblico, la vera sfida dell'isola resta quella di dimostrare che la memoria della devastazione possa finalmente trasformarsi nello scudo per un futuro sicuro.

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