Ipotetiche Iperattività e Discordanze Didattiche: "Il Calvario di una Famiglia Caudina"

Quella che vi stiamo per illustrare e' la storia raccontata dal papa' di una alunna di una scuola elementare di un comune della valle, sballottata a destra e a sinistra tra varie classi, istituti e st...

07 aprile 2025 18:15
Ipotetiche Iperattività e Discordanze Didattiche: "Il Calvario di una Famiglia Caudina" -
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Quella che vi stiamo per illustrare e' la storia raccontata dal papa' di una alunna di una scuola elementare di un comune della valle, sballottata a destra e a sinistra tra varie classi, istituti e studi medici specialistici, a causa di una presunta iperattivita' valutata da qualche docente per poi essere stata smentita dai dottori predisposti alla diagnosi. Una situazione che ultimamente sembra andar di moda considerando l'alto numero di famiglie che si rivolgono ai medici dopo il consiglio di alcuni insegnanti. Ma andiamo per ordine. Gia' dall'anno scorso (e siamo alla prima elementare) le maestre della bambina insistevano quotidianamente con i familiari affinche' venisse curata a causa di problemi legati all'iperattivita'. Dopo un periodo di perplessita', i genitori decidono di portarla dal pediatra per poi andare all'asl per una consulenza di un medico specialistico per problematiche infantili ma per avere questa visita occorrevano 5-6 mesi. A questo punto i genitori decidono di procedere in modo privatistico iniziando una serie di visite a pagamento e dopo alcuni mesi di incontri settimanali, il padre e la madre della bambina riuscirono ad avere la consulenza all'asl. Il dottore in questione inizio' a fare una serie di test a lettura multipla i quali risultavano tutti positivi e che contrastarono decisamente la tesi delle maestre che semplicemente a voce, attestarono la presunta diagnosi di iperattivita'. Ma per avere la certificazione occorreva un questionario scolastico da parte delle maestre. E cosi' i genitori consegnarono il questionario ai docenti che, compilandolo, posero lo stesso in una situazione di estrema criticita' facendo intendere che alla bambina sarebbe stato giusto richiedere un insegnante di sostegno entrando in contrasto con la tesi dello specialista. Ovviamente il medico certifica il tutto secondo la sua competenza professionale e i risultati dei test consigliando solo il cambio di classe visto che, in quella situazione, l'alunna si era sentita e vista isolata rispetto agli altri, percependo una differenziazione nelle modalita' didattiche. Ma purtroppo il cambio di classe duro' pochi giorni e questa volta, la questione posta in essere, non e' stata piu' l'iperattivita' ma l'apprendimento. Infatti, nonostante qualche insegnante tendesse per una totale compatibilita' con la propria materia... altri invece hanno ritenuto che con la propria non ci poteva essere la stessa recettivita' visto che nella classe specifica i bambini portavano un programma in stile Mercedes mentre la bambina proveniva da una situazione altalenante dove il mezzo di trasporto era la bicicletta. Un esempio poco consono e forse dettata da una situazione in stile Ponzio Pilato (ce ne laviamo le mani) ma che di sicuro ha lasciato di stucco i genitori. Alla fine tra discordanze tra insegnanti e la loro dirigente che probabilmente e' stata travolta dal caos didattico-sanitario non riuscendo a gestire la situazione in modo ottimale.. il padre e la madre hanno deciso di trasferirla nell'istituto di un comune limitrofo dove attualmente la situazione sembra andare molto meglio. Infatti l'alunna si trova a suo agio e gli insegnanti l'hanno lodata sia per l'apprendimento che sul piano comportamentale, inserendola nella fascia standard degli alunni che a quell'eta' hanno una normale (e fortunatamente) ipertattivita'. Certo che desta un certo stupore vedere come in ambito scolastico ci siano queste visioni di pensiero cosi' divergenti da istituto ad istituto, tra classi e classi e tra insegnanti. Ancora piu' stupore recano le contraddizioni tra sentenze mediche e quelle didattiche quasi a sembrare come gli insegnanti volessero sostituirsi ai medici o viceversa senza contare la problematica modaiola dell'iperattivita' che oramai e' sfuggita di mano e che sembra quasi esser diventata una spinta meccanica per maggiori richieste di insegnanti di sostegno. Ovviamente non e' da sottovalutare una insofferenza sempre piu' evidente da parte dei docenti a causa dello stress psicologico dovuto alle problematiche scolastiche che si intricano tra mille schemi educativi che spesso entrano in contrasto tra loro in merito alle esigenze personali degli scolari. Ma poi a 6-7 anni e togliendo casi estremi... come dovrebbero essere i bambini?' Delle specie di robot? Almeno che non si voglia usare il valium come spesso consigliano i pediatri americani, sta di fatto che queste situazioni siano nate con il progressismo educativo dei tempi attuali e che prima erano decisamente meno evidenti in particolar modo quando c'era la maestra unica, dove l'autorita' della stessa era alla base di tutto e quando qualche bacchettata sulla mano o un rimprovero piu' intenso era consentito e poteva andare bene anche ai genitori che difficilmente disapprovavano. Ma oggi le cose sono diverse. Il rapporto scuola-famiglia-societa' e' stato stravolto tra centinaia di visioni pedagogiche, decine di schemi educativi (spesso ideologici), tante riforme nazionali non sempre al top .. senza contare lo stress che la societa' globalista e dei social ci ha portato a vivere in modo irreale.. ma una cosa e' certa: a pagarne le spese sono sempre i bambini.

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