INPS, prorogato al 2026 l’incentivo al posticipo del pensionamento

Prorogato l'incentivo per chi rinuncia alla pensione anticipata: la quota IVS resta in busta paga e non viene tassata ai fini fiscali.

A cura di Redazione
08 aprile 2026 11:29
INPS, prorogato al 2026 l’incentivo al posticipo del pensionamento -
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L'INPS, con la recente circolare n. 42 del 3 aprile 2026, ha delineato i contorni operativi dell'incentivo al posticipo del pensionamento (noto come "Bonus Maroni"). La misura, rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026, mira a trattenere in servizio i lavoratori dipendenti che, pur avendo già maturato il diritto alla pensione, scelgono di proseguire l’attività lavorativa.

In cosa consiste l'agevolazione

I lavoratori che decidono di avvalersi dell’incentivo possono rinunciare all'accredito contributivo della quota a proprio carico relativa all'assicurazione per invalidità, vecchiaia e superstiti (IVS).

  • Il vantaggio economico: Il datore di lavoro non versa più tale quota all'ente previdenziale, ma la corrisponde direttamente in busta paga al lavoratore.

  • Il regime fiscale: Ai sensi del TUIR, queste somme sono esenti da tassazione, non concorrendo alla formazione del reddito imponibile.

Chi può richiederlo nel 2026

Secondo quanto precisato dall’Istituto, la facoltà di rinuncia riguarda specificamente:

  1. I lavoratori dipendenti che hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata flessibile entro il 31 dicembre 2025.

  2. I lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026, ovvero:

    • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi.

    • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi.

Nota bene: Restano escluse o soggette a normative specifiche alcune categorie particolari, come il personale del Fondo Volo e del settore autoferrotranvieri.

Come attivare il bonus

Il beneficio non scatta in automatico. Il lavoratore interessato deve seguire un iter burocratico preciso:

  • Domanda all'INPS: È necessario presentare una richiesta formale all'Istituto.

  • Verifica e Comunicazione: L'INPS verifica il possesso dei requisiti e comunica l'esito tramite il servizio di "Comunicazione bidirezionale".

  • Adeguamento in busta paga: Solo dopo l'accoglimento della domanda, il datore di lavoro potrà cessare il versamento dei contributi a carico del dipendente e iniziare a erogare l'importo in busta paga, a partire dalla prima decorrenza utile per il pensionamento successiva alla scelta.

Un obiettivo di flessibilità

La misura rappresenta uno strumento chiave per favorire la permanenza volontaria nel mercato del lavoro. Mentre il lavoratore ottiene un immediato aumento del reddito netto mensile, il datore di lavoro continua a versare la quota contributiva a proprio carico, garantendo così una parziale continuità nel finanziamento del sistema previdenziale.

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