Industria e sostenibilità ambientale, la riflessione di Biagio Flavio Mataluni

Sono intervenuto questa mattina all'Istituto Columbro di Foglianise, come presidente di Confindustria Giovani Benevento in merito al convegno Leave Zero Waste for the Future, che vede coinvolti oltre...

27 ottobre 2023 18:33
Industria e sostenibilità ambientale, la riflessione di Biagio Flavio Mataluni -
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Sono intervenuto questa mattina all'Istituto Columbro di Foglianise, come presidente di Confindustria Giovani Benevento in merito al convegno Leave Zero Waste for the Future, che vede coinvolti oltre agli studenti dell'Istituto guidato da Angelo Melillo, che ringrazio, anche studenti da Spagna, Lituania e Turchia sui temi della sostenibilità in agricoltura, nell'industria e per il territorio. Temi cruciali su cui ho avuto il pacere di confrontarmi con il presidente di Coldiretti Masiello che ha dato in questi anni tantissimo su questo fronte all'agricoltura della nostra regione, in maniera quasi visionaria, e con l'amico Costantino Caturano che ha dato una guida illuminata, finalmente, all'Ente Parco Regionale del Taburno intuendone le potenzialità e alzando l'asticella della sfida dello sviluppo di queste aree. Ma soprattutto mi ha fatto piacere affrontare il tema della sostenibilità con una platea di ragazzi, del posto e anche di scuole turche, lituane e spagnole. Per quale motivo? Oggi spesso cadendo sempre nella solita retorica, cosa che sono arrivato a odiare da imprenditore e da rappresentante di confindustria, si va a finire nelle solite frasi fatte sui giovani senza valori, sempre al cellulare, privi di empatia e via con luoghi comuni. Invece i ragazzi oggi, e lo dico da padre, da giovane imprenditore, da rappresentante di Confindustria, hanno una consapevolezza dell'importanza dell'ambiente urbano, dell'esigenza di sostenibilità infinitamente maggiore delle generazioni che li hanno preceduti, hanno qualcosa da insegnarci da questo punto di vista e dovremmo starli a sentire. Non vanno guardati col piglio paternalistico di chi propone alti ideali irrealizzabili, o addirittura derisi come è accaduto in questi anni: vanno presi seriamente perché nella sostenibilità ambientale sta il futuro di aree come le nostre, semplicemente. La ricchezza di un territorio come quello campano d'altronde sta proprio nella sua bellezza naturale quindi nel mare, nei borghi, nei fiumi, nelle montagne, nei prodotti tipici che da questo territorio derivano, in primis, e poi nelle risorse intese come i suoi cittadini. E' un dovere dunque investire sul futuro di queste aree, su quei prodotti non certo immaginando di lasciare per sempre tutto com'è, perché atteggiamenti del genere portano poi a risultati contrari a quelli che si vogliono ottenere, ma puntando sulla sostenibilità e cioè incrociando l'esigenza di progresso, di nuove tecnologie, di nuove infrastrutture, di energie alternative con le esigenze di crescita e di sviluppo del territorio. Un'agricoltura priva di pesticidi, a impatto zero, ad esempio, è ovviamente auspicabile in territori come il nostro, così come l'industria ha il dovere di abbracciare l'innovazione tecnologica per ridurre gli sprechi, per produrre in maniera pulita, per diventare centrali in processi di economia circolare dove anche gli scarti possono diventare una risorsa. Anche perché una politica miope sullo scarto ci aveva portato negli anni passati sull'orlo del baratro: l'emergenza rifiuti la ricordano tutti, e quello è un esempio calzante di come fare del male a una terra come la Campania, come il nostro Sannio. Che ruolo ha l'industria in questa fase? Ebbene l'industria non è solo chiamata a ridurre l'impatto ambientale, ma ha il potenziale di diventare un vero motore di cambiamento per la sostenibilità globale. Ma non si tratta solo di ridurre le emissioni o l'inquinamento. Dobbiamo abbracciare il concetto di economia circolare. Questo significa rivedere radicalmente il nostro approccio alla gestione dei rifiuti e del ciclo di vita dei prodotti. Invece di considerare i rifiuti come un problema da smaltire, dobbiamo trasformarli in risorse preziose attraverso il riciclo, il riutilizzo e la riqualificazione. Anche la progettazione di prodotti deve essere orientata verso la durabilità e la
facilità di smontaggio, in modo che i componenti possano essere recuperati e rimessi in circolazione. Questo non solo ridurrà la quantità di rifiuti destinati alle discariche, ma consentirà anche di risparmiare risorse preziose, come metalli rari e materiali critici, che sono sempre più scarsi e costosi da estrarre. In più, l'adozione di modelli di business basati sulla condivisione e sul noleggio può contribuire a ridurre la domanda di produzione eccessiva e di beni superflui, promuovendo un utilizzo più efficiente delle risorse.
Le imprese a mio avviso svolgono un ruolo fondamentale nella promozione della sostenibilità ambientale perché hanno il dovere di andare oltre “il compitino” della riduzione delle emissioni e di assumersi la guida del cambiamento, dell'innovazione, del dare nuovi punti di riferimento. Ma oggi i temi che sto trattando: la cultura del riuso, il riciclo, l'economia circolare, la sostenibilità e il rispetto dell'ambiente sono normalità per i ragazzi, e questo da un lato mi consola, dall'altro da imprenditore e da rappresentante dei giovani imprenditori di questa provincia mi carica di responsabilità. La responsabilità di insistere ulteriormente sulle buone pratiche nelle nostre aziende, sul trovare e
sollecitare opportunità di investimenti in tecnologie sostenibili, e di promuovere momenti di confronto come questi e soprattutto l'ascolto di questi ragazzi, che hanno da dirci molto di più di quel che si pensi.

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