Inchiesta Dolce Vita, l'ex sindaco ha risposto a tutte le domande del Gip

Affiancato dal suo avvocato di fiducia, Luigi Petrillo, l'ex sindaco di Avellino Gianluca Festa ha risposto a tutte le domande del gip Giulio Argenio. L’ex primo cittadino – finito ai domiciliari insi...

23 aprile 2024 18:33
Inchiesta Dolce Vita, l'ex sindaco ha risposto a tutte le domande del Gip -
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Affiancato dal suo avvocato di fiducia, Luigi Petrillo, l'ex sindaco di Avellino Gianluca Festa ha risposto a tutte le domande del gip Giulio Argenio. L’ex primo cittadino – finito ai domiciliari insieme all’ex dirigente ai Lavori Pubblici, Filomena Smiraglia e l’architetto, titolare di uno studio professionale Fabio Guerriero da giovedì scorso – ha voluto fornire la sua versione dei fatti e l’ha fatto con forza e determinazione. La misura per i tre indagati è scattata il 18 aprile alle prime luci dell’alba dopo le perquisizioni nella sua abitazione e in quella dell’ex vice sindaco Laura Nargi (indagata a piede libero). “Nel rispetto della magistratura e del deliberato della Camera Penale Irpina non intendo parlare dell’interrogatorio reso e non ho intenzione di rivelarne il contenuto. Posso solo dire che l’ex sindaco ha risposto a tutte le domande, siamo certi che è oggi stato dato un importante contributo sulla vicenda e ci auguriamo che questa vicenda processuale possa esaurirsi nel più breve tempo possibile. Ci auguriamo che l’ex sindaco possa uscire con la dignità restituita. Festa è particolarmente combattivo in un clima estremamente sereno. Vedremo nei prossimi giorni cosa succede”. Dunque l'avvocato dell'ex primo cittadino sta valutando se presentare istanza di riesame per il suo assistito. Intanto la commissione parlamentare antimafia ha chiesto alla Procura di Avellino, guidata da Domenico Airoma, gli atti dell’inchiesta che ha portato all'arresto del sindaco dimissionario Gianluca Festa, dell'ex dirigente comunale Filomena Smiraglia e dell'architetto Fabio Guerriero. Festa è indagato per presunti episodi di corruzione, concorsi pilotati, irregolarità su affidamenti e appalti, ma anche per depistaggio, inquinamento delle prove e rivelazione del segreto di ufficio. La Commissione parlamentare, sulla base degli atti trasmessi, potrà svolgere ulteriori approfondimenti sull’inchiesta, anche attraverso l’audizione di investigatori e inquirenti

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