In questo periodo pandemico la peggiore malattia degli anziani è la solitudine.
(Franco Petraglia) Secondo recenti studi, la solitudine degli anziani sta diventando una malattia sempre più diffusa, soprattutto in pandemia. Il problema certamente esisteva anche prima del Coronav...
(Franco Petraglia) Secondo recenti studi, la solitudine degli anziani sta diventando una malattia sempre più diffusa, soprattutto in pandemia. Il problema certamente esisteva anche prima del Coronavirus, ma ora si è acuito con il lockdown, l’isolamento e restrizioni varie. La stampa, recentemente, ha pubblicato due casi emblematici di pensionati che hanno telefonato ai carabinieri: il primo è quello di un 95enne di Alto Reno, che ha chiamato le forze dell’ordine dicendo di essere solo in casa il giorno di Natale e voleva qualcuno con cui brindare. Il secondo caso riguarda una pensionata di Castenaso, che ha contattato il 112 perché non voleva trascorrere le festività lontano dal figlio. Dopo il virus,la solitudine si rivela il maggior dramma per i nostri “vecchi” che sono costretti a vivere da soli, isolati dagli affetti. Questo male sociale ti divora lentamente. Se non è possibile, in questo tremendo periodo di Covid ,un abbraccio, una coccola e un ascolto di persona, almeno una telefonata può essere di conforto. Una parola di benevolenza asciuga le lacrime, consola il cuore, riposa e solleva lo spirito, aumenta la gioia di vivere, cura le ferite del cuore. E’ un gesto di amore e di solidarietà nei confronti dei nostri anziani, che vanno tutelati e amati il più possibile, per il contributo di esperienza e di umanità che possono trasmettere alle altre generazioni e al bene comune. La solitudine può essere un grave disagio, ma con la vicinanza e il conforto morale e spirituale possiamo guarirla.