In Campania: 60mila imprese a rischio chiusura
Carfora: "Il sistema produttivo sta assorbendo un colpo violento in solitudine. Margini azzerati e perdite operative per migliaia di PMI."
Il tessuto produttivo della Campania sta scivolando in una crisi profonda e silenziosa. L’instabilità internazionale esplosa lo scorso 28 febbraio, a seguito dell'operazione militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha innescato una reazione a catena sui mercati energetici globali che sta colpendo duramente le imprese locali. A lanciare l'allarme è Luigi Carfora, presidente di Confimi Industria Campania, che fotografa una situazione di estrema criticità per l'economia regionale.
Un sistema sotto assedio
Secondo l'analisi di Confimi, lo shock energetico è stato immediato e brutale. "Quello che sta accadendo è estremamente chiaro", spiega Carfora. "Il sistema produttivo campano sta già assorbendo uno shock energetico violento, e lo sta facendo da solo, senza strumenti adeguati di compensazione".
I prezzi di petrolio, gas naturale ed energia elettrica sono tornati in pochi giorni su livelli di guardia, ripercuotendosi non solo sulle famiglie — che vedono già i primi rincari in bolletta e ai distributori di carburante — ma soprattutto sul cuore pulsante dell'economia: le 500.000 imprese attive sul territorio regionale.
La matematica del collasso: margini azzerati
L'analisi di Confimi, basata su dati Unioncamere-Infocamere e simulazioni dirette su una tipica Piccola e Media Impresa (PMI) campana, rivela un quadro drammatico. Per un'azienda con un fatturato di 2 milioni di euro, i costi si sono impennati in modo insostenibile:
Energia: +35%, con un'incidenza del 4,2% sul fatturato.
Trasporti: +30%, con un impatto del 2,4% sul fatturato.
Il peso combinato di queste due voci porta a un aumento dei costi del 6,6%. Considerando che i margini medi delle PMI si attestano tra il 3% e il 6% (dati Banca d'Italia), la conclusione è matematica: migliaia di imprese sono tecnicamente già in perdita operativa.
Il rischio sociale: 150mila posti di lavoro in bilico
Il pericolo maggiore, secondo Carfora, è l'invisibilità della crisi nelle sue fasi iniziali. Sebbene i rincari dei carburanti siano visibili a tutti, il vero dramma si consuma all'interno dei bilanci aziendali: liquidità che si esaurisce e margini totalmente annullati.
Le stime fornite da Confimi Industria Campania sono spaventose:
75.000 - 100.000 imprese già in seria difficoltà finanziaria.
40.000 - 60.000 aziende a rischio chiusura definitiva se i prezzi non caleranno.
120.000 - 150.000 posti di lavoro che potrebbero svanire nel nulla.
"I numeri sono inequivocabili", conclude Carfora. "Se non si interviene subito con misure di sostegno e strumenti di compensazione, la Campania rischia una desertificazione industriale senza precedenti".