Imponevano il servizio di Security ad Avellino e provincia, sei ordinanze cautelari

Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Avellino che ha condotto le indagini insieme ai carabinieri di Avellino, le sei persone destinatarie dell'ordinanza firmata dal gip di Avellino, imponevano...

08 novembre 2022 10:33
Imponevano il servizio di Security ad Avellino e provincia, sei ordinanze cautelari -
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Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Avellino che ha condotto le indagini insieme ai carabinieri di Avellino, le sei persone destinatarie dell'ordinanza firmata dal gip di Avellino, imponevano il pizzo a commercianti e imprenditori.  L'ordinanza che coinvolge il capoluogo irpino ed alcuni comuni dell’hinterland, ha riguardato persone già detenute per il tentato omicidio di Alessio Romagnuolo. In carcere i carabinieri hanno notificato tre ordinanze per Sebastiano Sperduto, Yuri Perrino, Marco Frasca mentre Maurizio Di Gaeta si trova ora ai domiciliari. Sono state eseguite altre due ordinanza con l'obbligo di dimora. Le attività investigative hanno tratto origine da una violenta aggressione consumata nel 2020 ai danni di un uomo di Monteforte Irpino e hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminoso, operante nella provincia di Avellino, composto da soggetti, molti dei quali frequentatori di palestre di pugilato, i quali, organizzati piramidalmente, erano dediti a variegate attività criminali, incentrate principalmente sull'imposizione del proprio gruppo come servizio di "'security" in occasione di serate ed eventi tenuti da esercenti commerciali (in particolare, discoteche, bar, pub). Il gruppo criminale era specializzato, altresi, nella realizzazione di attività di intimidazione e di violenti pestaggi, soprattutto su commissione, finalizzate al recupero di crediti e all'affissione illegali di manifesti elettorali. L'imposizione delle attività delinquenziali da parte del gruppo veniva esercitata mediante il sistematico ricorso alla violenza, avvalendosi della prestanza fisica degli appartenenti al sodalizio, nonché mediante l'utilizzo di bastoni, mazze da baseball e altri strumenti atti a offendere; molteplici i casi di lesioni anche gravi (fratture al volto, al cranio e agli arti) causate alle vittime, allo scopo di vincere ogni forma di resistenza, di indurre al sollecito pagamento dei debiti o impedire di sporgere denuncia. Alcuni membri dell'organizzazione erano, inoltre, dediti, individualmente, ad ulteriori attività criminali, quali furti in abitazioni, presso cantieri edili e di veicoli; uno dei promotori si occupava anche del reclutamento di manodopera da destinare, all'impiego "in nero" e sottopagato, a servizi di portierato o
di controlli anti-COVID presso centri commerciali e ipermercati di tutta la provincia.

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