Il Violino fatto con il legno dei Barconi dei Migranti
( Franco Petraglia ) La notizia è di qualche giorno fa. I barconi dei migranti diventeranno violini e suoneranno in tutto il mondo. In pratica, dieci barconi che nei mesi scorsi sono arrivati a Lamped...
( Franco Petraglia ) La notizia è di qualche giorno fa. I barconi dei migranti diventeranno violini e suoneranno in tutto il mondo. In pratica, dieci barconi che nei mesi scorsi sono arrivati a Lampedusa sono stati affidati alla Fondazione dal Ministero dell’Interno e trasportati nel carcere di Opera alle porte di Milano. Saranno a disposizione del laboratorio di liuteria e falegnameria del carcere e si trasformeranno in violini, viola e violoncelli, poi prestati ad orchestre italiane e straniere ed artisti di fama che li utilizzeranno in tutto il mondo. Il presidente della Fondazione, Arnoldo Mosca Mondadori, si auspica che questi strumenti musicali potranno così essere suonati portando con loro una cultura della conoscenza, dell’accoglienza, dell’integrazione e del dramma che vivono tutti i giorni, in tanti Paesi del mondo, i migranti, costretti a fuggire da guerre, persecuzioni, povertà, carestie. Ho trovato bella e opportuna “Lettera al di là del mare”, il brano che il cantante partenopeo Massimo Ranieri ha portato sul palco della 72esima edizione del Festival di San Remo. Un poetico racconto delle paure e delle speranze che affrontano i migranti di tutti i tempi. E’ ora di tendere una mano a questi” figli di nessuno”, perché ritrovino la loro giusta identità ed il sentiero sicuro e sereno per una vita dignitosa. Mai più la politica dello scaricabarile. Non lasciamoci irretire da spirito nichilista, lasciamoci, invece, trasportare morbidamente dal soave pensiero manzoniano:” Chi molto ama non ha tempo di odiare”. Facciamo prevalere sempre, ad ogni latitudine e longitudine, i sentimenti di amore e di solidarietà nei confronti di questi nostri fratelli sfortunati.