Il teatro come bussola di libertà: ad Arienzo va in scena "Io conosco la parola amore"
Ad Arienzo la compagnia "La Flotta" in scena con un'opera scritta dai detenuti: il teatro in carcere diventa scuola e riscatto sociale.
Il prossimo 30 aprile, le mura della Casa di Reclusione "Gennaro De Angelis" di Arienzo (Caserta) smetteranno di essere un confine per trasformarsi in uno scenario vibrante. La compagnia stabile dell’istituto, "La Flotta", diretta da Annalaura de Fusco, presenterà "Io conosco la parola amore - Primo studio", uno spettacolo site-specific e itinerante che promette di scuotere le fondamenta del pregiudizio.
Un palcoscenico di rigenerazione
Sotto la regia di Gaetano Battista, presidente dell'associazione Polluce APS, lo spettacolo rappresenta il culmine di un intenso percorso laboratoriale iniziato lo scorso maggio. Finanziato dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, il progetto "Teatro interno di rigenerazione culturale e sociale" ha visto la partecipazione attiva di 13 detenuti.
La vera rivoluzione di questo "Primo studio" risiede nella sua genesi: non una messinscena calata dall'alto, ma un’opera corale dove i detenuti sono stati co-autori. Gran parte della drammaturgia nasce infatti dalla penna di Ciro A., uno dei partecipanti, le cui parole sono emerse durante gli esercizi di improvvisazione e drammaturgia corporea.
"Si può parlare a tutti gli effetti di una co-regia," spiega il regista Gaetano Battista. "Passiamo dal possesso alla speranza, dal popolare all'intimismo. È un rito teatrale che lascia al pubblico la libertà di ritrovare il proprio senso tra la forza dei corpi e le storie che risuonano nell'aria."
Oltre la detenzione: una scuola di mestieri
L’impegno di Polluce APS e della struttura di Arienzo non si ferma all'applauso finale. Parallelamente, è in corso il progetto "Arte oltre le sbarre", sostenuto dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia e dal PRAP.
L'obiettivo è ambizioso: trasformare il carcere in una vera e propria scuola di teatro. Entro l'estate 2027, i partecipanti otterranno una certificazione delle competenze (validata da Formedil Avellino) come attori e tecnici del montaggio audiovisivo, fornendo loro strumenti reali per il reinserimento nel mondo del lavoro.
Antonio Prudente, presidente di Formedil Avellino, sottolinea l'importanza di questa sinergia:
"Dimostriamo come, anche nei contesti più complessi, sia possibile costruire percorsi di crescita autentici capaci di incidere sul futuro delle persone e dell'intera comunità."
Una rete per il riscatto
L’evento di Arienzo si inserisce in un quadro più ampio di attivismo che vede la Campania all'avanguardia. Dalla nascita del Coordinamento Teatro Carcere Campania nel 2024 alla firma del Protocollo d'intesa con i Tribunali di Sorveglianza e l'Amministrazione Penitenziaria, il teatro in carcere è diventato un sistema strutturato.
Dopo i successi di critica e pubblico ottenuti con "Macbeth - Cuore nero" nei più prestigiosi teatri campani (Bellini, San Ferdinando, Garibaldi), "La Flotta" torna a dimostrare che l'arte non è un accessorio, ma un diritto e un dovere civile.