Il ruolo della transizione epiteliale-mesenchimale nel mesotelioma pleurico maligno.
( Prof.dott.Ugo Cioffi) Sono grato di aver contribuito a questo lavoro insieme a stimati colleghi americani, europei e britannici pubblicato sulla famosissima rivista scientifica Cells, intitolato: "...
( Prof.dott.Ugo Cioffi) Sono grato di aver contribuito a questo lavoro insieme a stimati colleghi americani, europei e britannici pubblicato sulla famosissima rivista scientifica Cells, intitolato: "Il ruolo della transizione epiteliale-mesenchimale nel mesotelioma pleurico maligno: dalla patogenesi alla diagnosi e al trattamento". Il mesotelioma pleurico maligno (MPM) è una neoplasia rara ma aggressiva con una prognosi sfavorevole. Deriva principalmente dalle cellule mesoteliali che rivestono la pleura ed è fortemente correlato all'esposizione all'amianto. Il periodo di latenza tra l'esposizione e la manifestazione della malattia può essere di diversi decenni, rendendo difficile la diagnosi precoce. A causa della sua natura aggressiva e della diagnosi in fase avanzata, il trattamento del mesotelioma pleurico maligno rimane una sfida significativa con la maggior parte dei pazienti che sopravvive solo 12-18 mesi dopo la diagnosi nonostante una terapia multimodale aggressiva. Questo articolo esplora come la transizione epiteliale-mesenchimale (EMT) contribuisca all'aggressività, all'evasione immunitaria e alla resistenza al trattamento del mesotelioma pleurico maligno (MPM).
Evidenziamo:
- Vie di segnalazione chiave (TGF-β, Wnt/β-catenina, PI3K/Akt)
- Biomarcatori diagnostici e prognostici correlati all'EMT (E-caderina, AXL, periostina)
- Strategie terapeutiche emergenti mirate all'EMT
- Approfondimenti clinici da importanti studi clinici, tra cui CheckMate 743 e MARS 2
L'articolo sottolinea l'EMT come un tratto distintivo della biologia del mesotelioma pleurico maligno e propone un percorso verso approcci terapeutici più personalizzati
e basati sui biomarcatori. Invito a leggere l’articolo attentamente.