Il riscatto di Procida, terra di grande storia e cultura.
Franco Petraglia. Un sogno che diventa realtà. Mai avrei immaginato, come tantissime altre persone, che una delle più piccole isole italiane estesa 4,1 chilometri quadrati e con a mala pena 11 mila a...
Franco Petraglia. Un sogno che diventa realtà. Mai avrei immaginato, come tantissime altre persone, che una delle più piccole isole italiane estesa 4,1 chilometri quadrati e con a mala pena 11 mila abitanti potesse essere dichiarata Capitale italiana della cultura 2022, superando città come Bari, l’Aquila, Trapani, Taranto, Ancona, Volterra. Ma la risposta si trova nelle parole del ministro dei beni culturali Dario Franceschini, secondo il quale il progetto non intende esprimere il valore culturale esistente in una città, ma vuole avviare” un percorso di valorizzazione di tutte le città al di là della vincitrice, mettendo in moto un meccanismo virtuoso e attrattivo come per i candidati all’Oscar.” Una strada ,questa, che parte dalle fragilità di un luogo per diventare segno di una rinascita culturale nel nostro tessuto sociale nazionale. Procida, storicamente, ha radici di lotte sanguinarie cruenti, ma ha trovato sempre la tenacia di risorgere, grazie al notevole apporto dei suoi marittimi. Per non parlare della creatività artistica-artigianale dei procidani, che ne fa un biglietto da visita accattivante per gli stranieri. Insomma, terra ricca di antiche tradizioni e autenticità, storia e soprattutto d’arte, ma che offre altresì tanto sia per la vista sia per il palato sia per la calda accoglienza. Ho trascorso notti sognanti in questo piccolo paradiso terrestre. Ricordo, per gli amanti della cultura e della natura, che Procida fu l’ambientazione del romanzo” L’Isola di Arturo”(premio Strega del ’57)di Elsa Morante, che era estasiata da questo incantevole lembo di terra. Un premio, quindi, giusto e meritato.