Il Natale di una volta: semplicità e comunità, il Natale di oggi: smartphone, internet e videogiochi.
( Franco Petraglia ) Mi capita spesso di provare tristezza e nostalgia per i Natali dei miei tempi (gli anni ’50), quando la povertà era palese: la mancanza di risorse economiche e la miseria erano di...
( Franco Petraglia ) Mi capita spesso di provare tristezza e nostalgia per i Natali dei miei tempi (gli anni ’50), quando la povertà era palese: la mancanza di risorse economiche e la miseria erano diffuse. Un problema sociale profondo con periodi caratterizzati da scarsità di cibo, vestiti rattoppati e diffusi problemi sanitari e malattie dovuti alle pessime condizioni di vita e igiene. Personalmente ho vissuto la dura realtà del dopoguerra in Italia, dove la fame e la scarsità costringevano a dipendere dai nonni. Ma in contrapposizione a quanto sopra, c’era una ricchezza di valori, presenza familiare e semplicità che oggi sembra perduta. Eravamo poveri di cose materiali, ma ricchi dentro, dove la gioia era stare insieme, consolidare i legami di affetto e creare ricordi, non la corsa ai regali, al consumismo sfrenato, agli sprechi alimentari e grandi abbuffate. Quello che manca oggi è il senso di appartenenza. Ricordiamoci che l’isolamento sociale, la bassa autostima, la difficoltà di trovare legami autentici in un mondo super tecnologico e sempre più di fretta sono potenti inneschi che alimentano ansia e confusione. Godiamoci questo benessere ma con moderatezza! Facciamo salvi i valori fondanti della nostra vita! E’ fondamentale dare un senso autentico al Natale: riscoprire il suo significato profondo oltre il consumismo, focalizzandoci sull’accoglienza di Gesù. Rinnovo a voi tutti i miei più sinceri auguri di un sereno Natale, che sia di PACE anche per tutto il mondo!