Il risveglio del Mulino di Joffredo: un progetto per la storia di Cervinara
Servono nuovi interventi per rendere accessibile il locale macine e collegare la torre al torrente, restituendo l’anima al borgo di Cervinara.
La rinascita dell’antico Mulino di Joffredo a Cervinara rappresenta oggi una sfida architettonica e culturale che attende di essere completata per restituire piena memoria storica alla comunità. Sebbene i recenti lavori di riqualificazione della piazza abbiano riportato alla luce la maestosa torre del XVII secolo, il sito necessita ora di interventi mirati, come la costruzione di una scala di accesso al locale macine e il recupero delle aree adiacenti, per permettere ai visitatori di toccare con mano l’ingegno dell’archeologia industriale. Questo progetto di restauro funzionale mira a ripristinare il sistema di convogliamento delle acque verso il vicino torrente Castello, trasformando un rudere silenzioso in un percorso museale vivo che racconti secoli di economia idraulica locale.
Il recupero strutturale della parte sottostante e della zona limitrofa alla torre di raccolta a imbuto non è solo un’operazione di messa in sicurezza, ma un atto di amore necessario per ricucire lo strappo tra il presente e le radici del borgo di San Nicola. Attraverso la creazione di nuovi percorsi di discesa e la valorizzazione delle ampie cantine voltate, sarà possibile ammirare nuovamente i meccanismi che hanno nutrito intere generazioni di cervinaresi. Soltanto completando queste opere il mulino potrà smettere di essere un abisso oscuro per diventare uno scrigno di luce capace di testimoniare l'antica perizia dei maestri mugnai e la forza di un territorio che non vuole veder svanire la propria identità produttiva.
Le radici di questa struttura affondano nell’epoca borbonica, con cronache che già nel 1655 descrivevano un impianto vitale alimentato dalle acque montane. Il passaggio di proprietà cruciale avvenne nel 1912, quando la famiglia Moscatiello acquisì il complesso dalla marchesa Giulia Caracciolo, dando inizio a una gestione familiare che ha attraversato le guerre e i mutamenti sociali del Novecento. Nicolina Moscatiello e Nicola Campana furono i custodi di questo patrimonio, lottando contro le piene stagionali e curando le briglia di adduzione con una dedizione che ha permesso al mulino di restare attivo fino alla metà del secolo scorso, conservando intatto il fascino di un’epoca in cui l’uomo dialogava armoniosamente con la forza della natura.
Oggi il complesso si presenta nudo e solenne dopo l'abbattimento del caseggiato lesionato dall'alluvione del 1999, offrendo una prospettiva inedita sulla sua antica maestosità. Le pietre silenziose sembrano ancora vibrare dell'eco dell'acqua e del rumore ritmico delle macine che un tempo scandivano i giorni della comunità. Preservare e rendere finalmente fruibile questo sito significa onorare le mani dei lavoratori che lo hanno curato e assicurare che la memoria storica di Cervinara non resti sepolta dal tempo. Il Mulino di Joffredo deve tornare a essere un faro culturale e un polo d’eccellenza, affinché la sua architettura possa narrare con orgoglio chi siamo stati a coloro che verranno dopo di noi.