Il Crocifisso può rimanere nelle aule: parola della Corte di Cassazione

( Franco Petraglia )Finalmente la Corte di Cassazione ha posto la parola fine ad un’antica  vexata quaestio. “Esporre il crocifisso nelle scuole non è una condotta discriminatoria. Lo ha stabilito la...

10 settembre 2021 09:08
Il Crocifisso può rimanere nelle aule: parola della Corte di Cassazione -
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( Franco Petraglia )Finalmente la Corte di Cassazione ha posto la parola fine ad un’antica  vexata quaestio. “Esporre il crocifisso nelle scuole non è una condotta discriminatoria. Lo ha stabilito la Suprema Corte, che nella sua composizione più autorevole – le Sezioni Unite – con la sentenza 24414/2021 pubblicata ieri mattina ha chiarito definitivamente che il maggiore simbolo del cristianesimo può rimanere nelle aule. Basta che a volerlo sia «la comunità scolastica», la quale può anche decidere di accompagnarlo «con i simboli di altre confessioni presenti in classe – così si esprime il comunicato stampa diffuso dalla Cassazione – e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi». Una tormentata  questione che tornava stupidamente alla ribalta a ogni piè sospinto. A prescindere dalla sentenza della Cassazione, vorrei dire, una volta per sempre, che il crocefisso è simbolo d’amore, di fratellanza dei popoli e di tutte le religioni, esso va bene dappertutto: nelle chiese, nelle case, nelle scuole, nei tribunali…agli angoli delle strade, perfino in fondo al mare o sulle montagne, come la statua imponente che tende le braccia su Rio de Janerio. Quando andavo a scuola o mi trovavo in un luogo pubblico, avvertivo sempre un sollievo-timore ed una gioia-forza per i crocefissi. A prescindere da questa mia intensa volontà della presenza del crocefisso, io credo che stia bene esposto in pubblico, perchè richiama plasticamente quel
monito del Vangelo che dice: "Nessuno ha un amore più grande di questo: morire per i propri amici". Se esaminiamo accuratamente la questione in puri termini culturali, la Storia di un Uomo che è stato crocifisso senza avere colpe ed è morto per la salvezza del mondo, non può che essere stimolo d'imitazione per la pace, la concordia, l'amore, la sinergia di piani per rendere più abitabile
questa terra. Ricordiamoci che in tempi travagliati come questi, l'immagine di
Cristo può anche costituire il più provvidenziale dei balsami. Solo Cristo è
via, verità e vita! I contrari a questa croce farebbero bene quindi a individuare altre cause per liberarsi dal background anticlericale e non fare di un patrimonio culturale una nuova battaglia di religione od altro. Non dimentichiamoci che
anche il profeta Gandhi s'inchinava e piangeva ai piedi del crocefisso. Sono
convinto che coloro che si oppongono al crocefisso esposto non hanno compreso
appieno il suo vero significato universale. Dice un proverbio napoletano- (cito
il teologo Don Bruno Forte) amato già da Sant'Alfonso dè Liguori:" Se pò campà
senza sapè pecchè, ma non se pò campà senza sapè pecchì" - Si può vivere senza sapere perchè, non si può vivere senza sapere per chì- . 

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