Il Castello delle Cerimonie non chiude: il Consiglio di Stato ferma il countdown
Dopo il pugno duro del Tar, i giudici di Palazzo Spada congelano la revoca delle licenze: le luci della Sonrisa restano accese fino a giugno.
La saga giudiziaria del Grand Hotel La Sonrisa si arricchisce di un nuovo, clamoroso capitolo che ribalta, almeno temporaneamente, le sorti della famiglia Polese. Quello che sembrava il sipario definitivo sulla struttura di Sant'Antonio Abate, calato con la mannaia del Tar della Campania solo quarantotto ore fa, è stato sollevato d’urgenza dal Consiglio di Stato. Il decreto cautelare monocratico firmato dal presidente della settima sezione ha infatti sospeso l'efficacia della sentenza precedente, congelando quella revoca immediata delle licenze che avrebbe spento i fornelli e le telecamere del castello più celebre d'Italia.
Per il pool legale della Sonrisa, coordinato dall'avvocato Ignazio Tranquilli, si tratta di un "atto di giustizia" necessario a contrastare quello che è stato definito un accanimento amministrativo senza precedenti. La decisione dei giudici amministrativi di secondo grado non entra ancora nel merito della complessa vicenda di lottizzazione abusiva che pende sulla struttura, ma riconosce la necessità di tutelare la continuità aziendale e i posti di lavoro in attesa di un giudizio più approfondito. Il principio espresso è chiaro: l'interesse economico e sociale della prosecuzione delle attività prevale, per ora, sull'esecuzione immediata dei provvedimenti di chiusura.
La sindaca Ilaria Abagnale, che nei giorni scorsi aveva dato seguito alla pronuncia del Tar confermando l'interruzione di ogni attività alberghiera e di ristorazione, assiste ora a un nuovo stallo istituzionale. La battaglia legale, che ha visto la famiglia Polese arroccarsi a difesa del proprio impero mediatico e commerciale, troverà il suo prossimo snodo cruciale il 4 giugno. In quella data, l'udienza collegiale deciderà se confermare la sospensiva o dare il via libera definitivo allo sgombero. Fino ad allora, il Castello delle Cerimonie continuerà a ospitare banchetti e sogni, sospeso in un limbo giuridico che sembra non avere fine.