I “ Figli del Vento” che nessuno vuole
(FRANCO PETRAGLIA) Migranti ammassati a Lampedusa e il parroco dell’Isola, don Carmelo La Magra, accusa: “Vergogna”. Sono amareggiato per il trattamento che l’Italia sta riservando ai poveri migranti...
(FRANCO PETRAGLIA) Migranti ammassati a Lampedusa e il parroco dell’Isola, don Carmelo La Magra, accusa: “Vergogna”. Sono amareggiato per il trattamento che l’Italia sta riservando ai poveri migranti che, con immenso coraggio e spinti dalla disperazione, approdano sulle coste del nostro “bel Paese”. E’ triste vedere ancora 200 migranti che hanno passato la notte sul molo Favaloro a Lampedusa in condizioni igieniche indescrivibili e con servizi igienici inutilizzabili, costretti a urinare in bottiglie di plastica. Sono decenni che si ripete questa triste storia, senza trovare una soluzione concreta a questo ciclico e angosciante problema. E la nota più dolente è che le morti per annegamento sono aumentate del 200 per cento. Anche i respingimenti illegali sono in crescita, in 4 mesi oltre 7.000 persone – tra cui 300 minori- rispedite nei centri di detenzione libici. Chi ha voce per gridare forte lo faccia, anche se fosse una sola voce nel deserto. Dobbiamo uscire dalla nostra pigra opulenza. Non è più tempo di starsene alla finestra e vedere esseri viventi sprofondare nel dolore e nel “cupio dissolvi”. Mi vergogno di essere italiano ed europeo. Teniamo conto dell’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti umani e dell’asilo: status di rifugiato riconosciuto secondo il diritto internazionale (articolo 1 della Convenzione di Ginevra 1954) a chiunque si trovi al di fuori del proprio Paese e non possa ritornarvi a causa del fondato timore di subire violenze o persecuzioni. Il governo italiano farebbe bene a rispettare queste sacrosante norme. Non si può non chiamare in causa anche l’Onu a cui spetta il diritto-dovere di intervenire per far sì che certe direttive vengano rispettate. Ho l’impressione, pero’, che quest’organismo, da un pezzo, non abbia più il potere di imporsi e quindi il tutto si svolge incontrollatamente sotto gli occhi del mondo intero. Occorre, senza indugio, una maggiore presa di coscienza dell’opinione pubblica generale di questo problema internazionale, ma è necessario ed urgente, senza la politica dello scaricabarile, un grande sforzo di volontà da parte di chi ha l’obbligo di intervenire drasticamente per porre fine alla triste odissea di questi “figli di nessuno”. Lo stesso discorso vale anche per l’Unione Europea, che, mi duole rilevare, è come un cane che abbia ma non morde. Bisogna fare presto! Qui ci sono in gioco vite umane. Diversamente, siamo di fronte a una vera deriva razzista. In conclusione: siamo chiamati tutti in nome del Vangelo a non girare lo sguardo.