San Martino VC. Agguato in pieno centro feriti Fiore Clemente e il nipote
Due persone attinte in strada da colpi d’arma da fuoco. È accaduto poco fa in via San Martino V.C. poco lontano da un accorsato supermercato. Sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della C...
Due persone attinte in strada da colpi d’arma da fuoco. È accaduto poco fa in via San Martino V.C. poco lontano da un accorsato supermercato. Sul posto i Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Avellino. A sparare sarebbe stata una persona scesa da un'autovettura con la quale si sarebbe posi allontanato incurante dle fatt che in strada ci fossero delle persone e che poco distante era in corso il mercato settimanale. Obiettivo del commando sarebbe stato Fiore Clemente noto esponente del Clan Pagnozzi che appunto era in compagnia del nipote, Antonio Pacca. Fiore Clemente è stato trasportato in ospedale a quanto si apprende in gravi condizioni essendo stato raggiunto da due colpi di pistola al basso ventre e allo stomaco, mentre il nipote avrebbe riportato ferite più lievi. Un agguato che purtroppo lascia capire che a San Martino Valle Caudina è in corso una vera e propria guerra, evidentemente tra il clan storico e qualche gruppo emergente per il controllo dello spaccio di droga. Fiore Clemente è considerato ai vertici del clan Pagnozzi e nel 2016 era stato assolto dai giudici della Corte di Assise di Appello di Roma, nel processo relativo all’omicidio di Giuseppe Carlino, vicenda per la quale erano stati svolti lunghi anni di attività di indagine dalla direzione distrettuale antimafia di Roma. Giuseppe Carlino, boss siciliano trasferitosi a Roma, dedito al narcotraffico internazionale, era stato ucciso a Torvaianica nel settembre 2001. In primo grado furono condannati all’ergastolo il ritenuto mandante Michele Senese, esponente storico del clan Moccia di Afragola e trasferitosi nella capitale dal 1980 e colui che fu ritenuto essere l’esecutore materiale, Domenico Pagnozzi, capo della cupola esistente nella capitale, mentre tra i condannati a 30 anni c'era stato anche Fiore Clemente. In Appello la clamorosa svolta e il ritorno in libertà, anche se da sorvegliato per alcuni anni. Dall'ottobre del 2019, per la giustizia Fiore Clemente non era più una persona perciolosa.