Gli Anziani sono un Patrimonio dal Valore Inestimabile
( Franco Petraglia ) Che l’Italia non sia un paese di giovanissimi non è certo una novità. Gli ultimi dati Istat sono irrefragabili: nel 2021 l’indice di vecchiaia per l’Italia dice che ci sono 182,6...
( Franco Petraglia ) Che l’Italia non sia un paese di giovanissimi non è certo una novità. Gli ultimi dati Istat sono irrefragabili: nel 2021 l’indice di vecchiaia per l’Italia dice che ci sono 182,6 anziani ogni 100 giovani. Ne consegue che la percentuale di senilità è cresciuta vistosamente e quindi il numero delle persone da assistere è proporzionalmente in netta ascesa. A questo proposito, lancio un accorato appello a non”scaricare” impietosamente e impetuosamente i nostri diletti anziani, con grossi handicap, in ospedali, ospizi o altri istituti privati dai quali difficilmente saranno dimessi. Ho provato una profonda tenerezza quando hanno fatto vedere in tv, durante le feste natalizie, tanti anziani , soprattutto i più soli, nelle residenze socio-assistenziali (RSA). Non gettiamo su questi cari genitori cinismo ed egoismo brutale! I vecchi guardano alla “malattia spirituale” con immane preoccupazione e sospetto quasi che essa rappresenti una “spada di Damocle” per i loro anni futuri: vivono, giornalmente, col terrore di dover abbandonare il proprio focolare domestico, che è stato, per generazioni, la fucina di tanto ingegno e amore familiare. Molti argomenti di geriatria e gerontologia contengono un’infinità di progetti e valori: guai ad interpretarli rozzamente e distortamente, perché ciò denoterebbe una mancanza di cultura e di etica. Il poeta e scrittore statunitense Henry Wadsworth Longfellow nei suoi versi diceva: “La vecchiaia non ha meno valori della giovinezza. La vecchiaia è solo realtà con abito diverso. Le stelle che di giorno non si vedono, alla sera diventano splendenti e rendono il cielo una cosa stupenda”. Gli anziani-vecchi meritano sempre più rispetto, hanno in sé un patrimonio, sono la nostra storia e una risorsa per la società. Non essere più ascoltati, questa è la cosa terribile quando si diventa vecchi.Personalmente, mi auspico vivamente che tutti abbiano la ventura di invecchiare saggiamente e in buona salute. Sono convinto che la vecchiaia è una patologia solo per chi la ripudia e la maledice, non per chi la vive come l'ultimo atto di un romanzo che vorremmo non finisse mai. Un antico proverbio recita: “Ogni frutto ha la sua stagione”.Cerchiamo di aiutare gli adulti a non invecchiare spiritualmente e a non far perdere loro l’autosufficienza precocemente, offrendo loro qualche svago, qualche attività di prestigio in settori della vita sociale, stimolando così le loro facoltà fisiche e mentali. Facciamone oro colato dell’esperienza e sapienza che i vecchi ci hanno trasmesso e ripaghiamoli con atti di rispetto, gratitudine e amore celestiale: elementi rassicuranti che rendono il loro trapasso sereno e felice: gesti nobili e doverosi che ci innalzano fino al Creatore. Il grande giornalista-scrittore arabo Samir Al Kassir diceva:” A testimonianza del nostro passaggio in questo mondo possiamo lasciare delle proprietà, del denaro, ma quello che rimane davvero della nostra azione è il sentimento d’amore, l’unico in grado di dare un senso alla nostra esistenza”.Facciamo, inoltre, che i nostri figli valorizzino al massimo la figura dei nonni e non costruiscano sulle sabbie mobili la loro società, oggidì esageratamente pessimista, spesso egoista, chiusa in se stessa, che sembra non prospettare alcuna progettualità, ormai, priva di eletti sentimenti di solidarietà e di dedizione agli altri. Non badiamo esclusivamente allo sfruttamento delle loro pensioni di invalidità con accompagnamento, rendite o altri cespiti, ma rendiamo l’esistenza degli anziani dignitosa e armoniosa. Non ci pentiremo abbastanza ogni volta che maltrattiamo i nostri anziani. Il presente che non affonda le radici nel passato non può guardare, con tranquillità, al futuro. Occorre più solidarietà e meno incomprensioni tra le generazioni. Dal canto mio non mi stanco mai di pensare che dobbiamo prepararci degnamente, nel corso della nostra vita terrena, per quell’incontro con Dio. Pertanto, non attacchiamoci a nulla e non facciamo cattiverie perchè tutto passa e muore. Solo Iddio che è amore deve accendere, nei nostri cuori e nelle nostre menti, una fiamma di bontà-dolcezza che durerà questa vita e tutta l’eternità. Esortative e consolanti sono state anche le parole di Papa Benedetto XVI accomiatandosi da “Viva gli Anziani”, la casa di Via Nicola Fabrizi, al Gianicolo, a Roma, dove la Comunità di Sant'Egidio accoglie e assiste un gruppo di persone della terza età : “Chi fa spazio agli anziani fa spazio alla vita! La sapienza di vita di cui sono portatori è una grande ricchezza. La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà, si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato dal vivere comune. Non bisogna mai farsi imprigionare dalla tristezza!” Non scoraggiatevi mai! Chi accoglie gli anziani accoglie la vita”! E papa Bergoglio dice:” L’anziano non è un alieno. L’anziano siamo noi: fra poco, fra molto, inevitabilmente comunque, anche se non ci pensiamo. E se noi non impariamo a trattare bene gli anziani, così tratteranno noi”. Parole che ci esortano a riflettere intensamente!