Giornalisti minacciati nel 2021, casi aumentati dell’11%

(Franco Petraglia ) I dati illustrati dal prefetto Rizzi , durante il seminario del 15 luglio a Roma organizzato dalla Polizia Criminale insieme all’Ordine dei giornalisti, sono chiari ed incontrovert...

24 luglio 2021 13:18
Giornalisti minacciati nel 2021, casi aumentati dell’11% -
Condividi

(Franco Petraglia ) I dati illustrati dal prefetto Rizzi , durante il seminario del 15 luglio a Roma organizzato dalla Polizia Criminale insieme all’Ordine dei giornalisti, sono chiari ed incontrovertibili. Sono 110 gli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti segnalati alle Forze di Polizia nel primo semestre del 2021, in aumento dell’11% rispetto ai 99 episodi dello stesso periodo del 2020. Il 65% dei casi si è verificato in cinque regioni: Lazio (passata dai 35 casi dell’anno scorso ai 26 di quest’anno), Lombardia (dove il trend è opposto: da 7 a 16 casi), Sicilia (13), Toscana (10) ed Emilia Romagna (che da zero episodi è passata a 7). Seguono Puglia e Piemonte (6 casi a testa), Calabria (5) e Campania (4). In aumento anche le minacce alle giornaliste che sono più che raddoppiate rispetto alle 14 conteggiate nei primi sei mesi dello scorso anno. Le intimidazioni veicolate sul web (soprattutto attraverso i social) riguardano 55 episodi nel primo semestre del 2021, in aumento del 27% rispetto allo stesso periodo del 2020. A mio modesto parere, siamo di fronte ad una minaccia alla libertà d’espressione. Sono convinto che quando si mette in crisi la libertà di stampa, si perde un pezzo della nostra, seppure fragile, democrazia. Bisogna difendere con le unghie e con i denti questo bene vitale. Gli italiani hanno bisogno di un’informazione libera e completa, così come sancito dalla costituzione italiana, articolo 21:” Tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazione o censure…”. Ricordo amaramente le parole di Don Lorenzo Milani pronunciate, in illo tempore, alla Scuola di Barbiana: “Vogliono togliere la parola”. Non si metta mai in pericolo, per nessuna ragione al mondo, la libertà di informazione. Un paese senza libertà di stampa è un paese arretrato e incivile e dove la democrazia è solo una chimera.

Segui Informazione Sei