FSE 2.0, traguardo fissato al 31 marzo: a che punto è la sanità campana?
Entro domani le Regioni devono garantire l'interoperabilità dei dati. In Campania restano da sciogliere i nodi su adesione e servizi attivi.
Il 31 marzo 2026 segna il confine definitivo per la piena operatività del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) 2.0. Secondo il cronoprogramma del Ministero della Salute legato al PNRR, da domani ogni cittadino dovrebbe disporre di un ecosistema digitale completo: referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione e prescrizioni devono essere caricati entro 5 giorni dalle strutture (pubbliche e private).
Tuttavia, gli ultimi dati ministeriali disponibili (raccolti tra luglio e settembre 2025) dipingono un'Italia a due velocità, in cui la Campania si trova a dover rincorrere le realtà più virtuose del Nord per colmare il gap tecnologico e di partecipazione.
La situazione in Campania: i numeri del monitoraggio
Sebbene la Regione abbia compiuto passi in avanti grazie ai fondi del PNRR, il quadro aggiornato all'ultima rilevazione mostra una tenuta sul fronte dei professionisti, ma criticità sul lato dell'utenza:
Medici e Pediatri: La partecipazione dei medici di base e dei pediatri di libera scelta è in linea con la media nazionale, con una percentuale di operatività nel sistema superiore al 90%, segno di un'infrastruttura di base ormai consolidata.
Aziende Sanitarie: Il tasso di abilitazione degli operatori nelle ASL campane è superiore alle Regioni del profondo Sud (come Calabria e Sicilia), attestandosi su una fascia media, ma ancora distante dalla copertura totale del 100% raggiunta da Emilia-Romagna o Veneto.
Consenso e Utilizzo: Questo è il vero "tallone d'Achille". A fronte di una media nazionale di consenso alla consultazione del 44%, la Campania fatica a schiodarsi da percentuali che riflettono una scarsa informazione al cittadino. Anche l'utilizzo effettivo del portale negli ultimi tre mesi da parte dei campani resta ben al di sotto della soglia del 30%.
Cosa cambia da domani?
L'obiettivo della Fase III è l'uniformità. Non basterà più che il fascicolo esista; dovrà contenere obbligatoriamente il "pacchetto completo": Profilo Sanitario Sintetico (il riassunto della storia clinica). Dati dei portatori di impianto e cartelle cliniche digitalizzate. Interoperabilità totale, permettendo a un medico di Napoli di consultare i dati di un paziente che si sente male a Milano.
La sfida della privacy: Da domani scatta l'obbligo per le strutture private accreditate di adeguarsi ai medesimi standard di sicurezza del pubblico. Per la Campania, caratterizzata da un'alta densità di centri convenzionati, questo passaggio è cruciale per evitare che il fascicolo resti una "scatola vuota" priva degli esami effettuati privatamente.
Il traguardo del 31 marzo non è dunque solo una scadenza burocratica, ma l'ultima chiamata per la sanità campana per garantire ai propri cittadini un diritto fondamentale: quello di portare la propria salute "in tasca", senza più documenti cartacei e inutili attese.