Frattura del femore nell’anziano: tempestività e scelta chirurgica

Chirurgia, comunicazione e supporto familiare sono i pilastri per restituire autonomia al paziente over 65 e ridurre le complicanze post-operatorie.

A cura di Redazione
02 aprile 2026 17:49
Frattura del femore nell’anziano: tempestività e scelta chirurgica -
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Le fratture di femore prossimali (FFP) rappresentano oggi una delle sfide più complesse per la sanità pubblica. Non si tratta solo di un trauma fisico, ma di un evento che incide profondamente sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza dei pazienti, con un impatto economico rilevante per l’intero sistema sanitario.

Il dott. Salvatore D’Auria, primario dell’UOC di Chirurgia dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento, analizza la delicatezza di questo scenario:

"Il paziente over 65 è spesso già vittima di comorbilità importanti come deficit visivi, patologie neurologiche e, in misura maggiore ed esponenziale, l’osteoporosi."

Il fattore tempo: una corsa contro le complicazioni

Nella gestione delle FFP, il tempo non è una variabile, ma un determinante assoluto. Sintetizzare la frattura in tempi brevi significa ridurre l’immobilità e il dolore, fattori che, se prolungati, innescano un declino spesso irreversibile. Tuttavia, l'intervento chirurgico da solo non è una bacchetta magica.

Lo score intellettivo, le patologie pregresse e l’integrazione del paziente nel nucleo familiare giocano un ruolo altrettanto cruciale nel processo di recupero. Come sottolineato dal dott. D’Auria, l’obiettivo non è "restituire ciò che non si possiede più", ma offrire una reale possibilità di ripresa.

Ospedale Fatebenefratelli
Ospedale Fatebenefratelli

Sintesi o Protesi: la scelta del Gold Standard

Non esiste un protocollo unico per ogni paziente. La scelta chirurgica presso la struttura di Benevento viene guidata dal buon senso e da parametri clinici oggettivi:

  • Chiodo endomidollare: utilizzato per determinati tipi di sintesi che permettono di stabilizzare l'osso.

  • Protesi: necessaria in altri casi per sostituire l'articolazione danneggiata.

L’obiettivo finale resta sempre la restituzione di un minimo di autonomia, riportando l'anziano il più vicino possibile allo stato funzionale precedente alla caduta.

La comunicazione come strumento terapeutico

Oltre alla tecnica chirurgica, emerge un elemento fondamentale: l'aspetto relazionale. Il chirurgo ha il dovere di confrontarsi con il paziente e con i familiari per gestire le aspettative e prevenire false illusioni.

"La comunicazione — conclude il dott. D’Auria — è il primum movens affinché ci sia una strada comune da percorrere. Chirurgo, paziente e familiari devono muoversi insieme verso l'unico obiettivo possibile: la dignità della cura."

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