Cronaca di un crollo annunciato: cede il muro sulla bretella ASI San Martino – Roccabascerana
Cronaca di un disastro previsto: cade il muro tra San Martino e Roccabascerana dopo mesi di allarmi inascoltati. Sicurezza ora a rischio.
Quello che i cittadini e i pendolari temevano da tempo si è puntualmente verificato. Nelle scorse ore, il muro di contenimento lungo la strada di collegamento ASI che unisce i comuni di San Martino Valle Caudina e Roccabascerana ha ceduto, franando parzialmente e invadendo la carreggiata.
Un pericolo segnalato, ma ignorato
Il crollo non è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Da mesi, infatti, si susseguivano le segnalazioni da parte degli utenti della strada e dei residenti della zona. Erano state evidenziate:
Crepe evidenti nella struttura cementizia.
Segni di cedimento strutturale dovuti probabilmente alle infiltrazioni d'acqua.
Pendenze anomale del muro verso il piano stradale.
Nonostante i ripetuti solleciti e i gridi d’allarme lanciati a più riprese, gli interventi di messa in sicurezza non sono mai stati risolutivi, lasciando che il tempo e l'usura facessero il loro corso.
Disagi alla circolazione e rischi per la sicurezza
L'arteria, fondamentale per il collegamento rapido tra i centri caudini e l'area industriale, è ora al centro di pesanti disagi. Il detrito e il materiale cementizio hanno reso il tratto estremamente pericoloso, costringendo a restrizioni del traffico che pesano sulla mobilità quotidiana di lavoratori e studenti.
"Lo avevamo detto in tutti i modi, era solo questione di tempo," commentano amareggiati alcuni residenti. "Vedere che bisogna sempre aspettare il danno o il pericolo concreto prima di muoversi è frustrante."
Cosa succede ora?
Al momento si attende un sopralluogo tecnico urgente per valutare l'entità del danno e la stabilità del resto del muro. La cittadinanza chiede ora non solo una riparazione "tampone", ma un intervento strutturale serio che garantisca la sicurezza definitiva del tratto stradale, per evitare che la prossima pioggia o vibrazione possa causare danni ancora più gravi a persone o mezzi.
Resta da capire di chi sia la responsabilità ultima della manutenzione e perché, nonostante le numerose segnalazioni, si sia permesso alla situazione di degenerare fino a questo punto.