Formare le nuove generazioni anche insegnando gli antichi mestieri
( Fernando Perrotta ) I giovani sceglieranno sempre meno di proseguire gli studi dopo il diploma di maturità, magari per riscoprire mestieri in disuso, a motivare le loro decisioni non è solo la crisi...
( Fernando Perrotta ) I giovani sceglieranno sempre meno di proseguire gli studi dopo il diploma di maturità, magari per riscoprire mestieri in disuso, a motivare le loro decisioni non è solo la crisi che ha ridotto la possibilità finanziaria, ma la consapevolezza che il futuro assicurato non risiede soltanto nell’investire in studi, ma anche nell’imparare antichi mestieri. Esprimo questa mia opinione spinto dalla preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni. Osservo con inquietudine i giovani di oggi spesso smarriti in cerca di sicurezza del futuro e troppo legati al mondo digitale. Credo che una valida alternativa, in un’epoca dove tutto è rapido e tanto virtuale, insegnare e far riscoprire gli antichi mestieri e utilizzare anche la manualità e vedere il risultato tangibile del proprio lavoro artigianale sia gratificante e appagante. Penso al falegname, al fabbro, all’idraulico, al sarto, ed altri mestieri che vanno scomparendo. Formare le nuove generazioni a queste arti significa dargli una valida alternativa e connetterle alle proprie antiche radici e a un passato di eccellenza artigianale che il Paese Italia ha sempre avuto. Sarebbe il caso di introdurre ore di formazione settimanali, e corsi estivi con laboratori pratici che consentano la formazione, o meglio ancora e perché no, in collaborazione con Università ed Enti, utilizzando agevolazioni per i talenti meno abbienti, istituire percorsi in una facoltà degli antichi mestieri. Sarebbe un investimento sul futuro delle nuove generazioni e di conseguenza, sul futuro della nostra società e dare la svolta all’inverno demografico.