Estorsione a politici e amministratori: chiuse le indagini su giornalista
La Procura di Napoli Nord contesta al giornalista un'estorsione da 34mila euro ai danni di Angelo Brancaccio: minacce di fango mediatico.
La Procura di Napoli Nord ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Mario De Michele, il giornalista casertano accusato di estorsione aggravata ai danni dell'ex sindaco di Orta di Atella ed ex consigliere regionale, Angelo Brancaccio.
L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Maria Carmen Quaranta, mette un punto fermo su una vicenda che ha scosso il mondo dell’informazione locale, delineando un presunto sistema di ricatti che sarebbe durato oltre un decennio.
Il "prezzo" del silenzio: 34mila euro in dieci anni
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, De Michele avrebbe utilizzato la propria attività giornalistica come arma di pressione. Le minacce rivolte a Brancaccio erano chiare: la pubblicazione di articoli negativi e diffamatori, capaci di colpire non solo l’attività politica ma anche la sfera privata e sentimentale dell'ex sindaco, qualora non fossero state versate ingenti somme di denaro.
La Procura ha minuziosamente ricostruito i pagamenti che la vittima avrebbe effettuato nel corso degli anni per evitare il "fango" mediatico, per un totale di 34.000 euro: Anni 2012, 2013 e 2014: seimila euro annui, versati in tranche da duemila euro. Anno 2016: seimila euro in un’unica soluzione. Anno 2024: cinquemila euro corrisposti in un’unica soluzione. Giugno 2025: l’ultima tranche da cinquemila euro, che ha portato all'arresto in flagranza.
L'arresto in flagranza e il passato giudiziario
Il cronista era stato bloccato dai Carabinieri il 30 giugno scorso, subito dopo aver ricevuto il denaro dalle mani di Brancaccio. Sebbene sia attualmente in stato di libertà, la posizione di De Michele è aggravata da precedenti giudiziari che avevano già fatto scalpore a livello nazionale.
Qualche anno fa, infatti, il giornalista era stato coinvolto in un'altra inchiesta per aver simulato due attentati a colpi di arma da fuoco contro se stesso. Lo scopo, secondo l'accusa, era quello di ottenere la scorta e accreditarsi come "giornalista minacciato dalla criminalità". Per quegli episodi, che portarono all'assegnazione (e successiva revoca) della protezione statale, De Michele è stato condannato nel 2022 a tre anni e dieci mesi di reclusione.