Epatite A, stop al consumo di frutti di mare crudi

Allarme Epatite A in Campania. Scatta il divieto di consumo per i frutti di mare e il rafforzamento dei controlli sanitari.

A cura di Redazione
20 marzo 2026 12:31
Epatite A, stop al consumo di frutti di mare crudi -
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Una crescita esponenziale, definita dai tecnici come un incremento di ben dieci volte rispetto alla media dell’ultimo decennio. Il territorio dell’Asl Napoli 1 Centro è nel pieno di un focolaio di Epatite A, l'infezione virale a trasmissione oro-fecale che sta colpendo il capoluogo campano con numeri preoccupanti.

Dall'inizio dell'anno a oggi sono stati registrati 65 casi complessivi, ma è l'accelerazione del contagio nelle ultime settimane a far scattare il massimo livello di allerta tra le autorità sanitarie e i vertici di Palazzo San Giacomo.

I numeri della crisi

Secondo la relazione inviata dal Dipartimento di Prevenzione al Comune, il trend mostra una curva epidemiologica in netta risalita:

  • Gennaio: 3 casi

  • Febbraio: 19 casi

  • Marzo (dal 1 al 19): 43 casi

Il dato del solo mese di marzo evidenzia come, in meno di venti giorni, i contagi abbiano già superato il totale dei due mesi precedenti. Il confronto con il passato è impietoso: i casi sono 41 volte superiori alla media registrata nell'ultimo triennio nello stesso arco temporale.

Il provvedimento del Sindaco

Di fronte a questo scenario, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza urgente che impone il divieto di consumo di frutti di mare all’interno dei locali commerciali e dei punti vendita. Il provvedimento non si limita ai divieti amministrativi ma si estende a una forte raccomandazione rivolta a tutta la cittadinanza: evitare il consumo di molluschi bivalvi (cozze, vongole, lupini) crudi o non adeguatamente cotti.

"La salute pubblica è la priorità. Il legame tra il picco di epatite e la filiera dei molluschi bivalvi è l'ipotesi principale su cui si sta lavorando", fanno sapere fonti del Dipartimento di Prevenzione.

Controlli a tappeto

Parallelamente all'ordinanza sindacale, la Regione Campania ha disposto un massiccio rafforzamento dei controlli lungo l'intera filiera. Sotto la lente d'ingrandimento dei veterinari e degli ispettori sanitari sono finiti i centri di spedizione, i mercati ittici e i punti di sbarco, per verificare la tracciabilità del prodotto ed evitare che partite contaminate possano finire sulle tavole dei napoletani o nei circuiti della ristorazione.

L'Epatite A si trasmette principalmente attraverso l'ingestione di acqua o cibi contaminati (spesso molluschi crudi che filtrano acque infette) o tramite il contatto con persone già contagiate. Le autorità ribadiscono l’importanza delle norme igieniche fondamentali, a partire dal lavaggio accurato delle mani.

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