Epatite A, cozze estere "truccate" da italiane: indaga la Procura

Epatite A: i NAS indagano su cozze estere infette vendute come italiane. Sequestri a Bacoli e casi a Terracina. Rischio scarichi fognari.

A cura di Redazione
26 marzo 2026 18:27
Epatite A, cozze estere "truccate" da italiane: indaga la Procura -
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Un preoccupante picco di casi di Epatite A tra la Campania e il basso Lazio ha fatto scattare una vasta operazione giudiziaria. La Procura di Napoli e i Carabinieri del NAS stanno lavorando per risalire alla fonte della contaminazione che ha messo a rischio la salute di decine di consumatori.

L'Ipotesi Investigativa: Il "Mix" Pericoloso

Il cuore dell'indagine, coordinata dalla VI sezione della Procura partenopea (PM Valentina Rametta, procuratore aggiunto Antonio Ricci), ruota attorno a una frode alimentare dalle conseguenze sanitarie gravissime. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che partite di cozze contaminate acquistate all'estero siano state mischiate con frutti di mare nostrani per essere poi immesse sul mercato come prodotto locale.

Il reato ipotizzato al momento è quello di commercio e detenzione di alimenti pericolosi per la salute pubblica.

Dal Litorale Campano al Basso Lazio

L'indagine non si ferma a Napoli. Il raggio d'azione dei Carabinieri del NAS, guidati dal comandante Alessandro Cisternino, si è esteso fino alla provincia di Latina:

  • Il focolaio di Terracina: Diversi casi di Epatite A registrati nel basso Lazio sarebbero riconducibili al consumo di mitili provenienti da Bacoli.

  • Scarichi illegali: Oltre alla pista del prodotto estero, si indaga sulla possibilità di scarichi fognari abusivi direttamente in mare, in particolare sul litorale a nord della costa campana, che potrebbero aver infettato gli allevamenti locali.

Sequestri e Analisi in Corso

L'attività operativa ha già portato ai primi risultati concreti per arginare la diffusione del virus:

  1. 50 kg di frutti di mare sono stati sequestrati durante le ispezioni.

  2. Campionamenti a tappeto: I campioni prelevati sono stati inviati all'Istituto Zooprofilattico di Portici per le analisi microbiologiche che dovranno confermare la presenza del virus.

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