Epatite A ad Avellino: l’Asl rassicura, nessun allarme
Solo otto casi accertati in Irpinia e situazione sotto controllo. Il Direttore Generale Conte: «Monitoraggio costante su tutta la filiera».
Non esiste alcuna emergenza sanitaria legata all’Epatite A (HAV) in provincia di Avellino. Nonostante la circolazione di notizie contrastanti che hanno generato preoccupazione tra i cittadini, l’Asl di Avellino ha chiarito che il quadro epidemiologico attuale è monitorato e non richiede provvedimenti straordinari o restrizioni da parte dei Comuni.
I numeri reali del contagio
Per frenare gli allarmismi, l'Azienda Sanitaria ha diffuso i dati ufficiali relativi agli episodi accertati:
8 casi totali gestiti in ambito ospedaliero.
5 pazienti presso l’Azienda Ospedaliera Moscati (di cui uno già dimesso).
3 pazienti presso il presidio Frangipane-Bellizzi di Ariano Irpino.
1 solo caso riguarda un residente nel Comune di Avellino.
Monitoraggio e sicurezza alimentare
Il Direttore Generale, Maria Concetta Conte, ha sottolineato che il Dipartimento di Prevenzione è attivo nella ricostruzione della filiera alimentare per individuare l'origine del contagio.
«Il personale sta eseguendo controlli serrati negli esercizi commerciali con prelievi di campioni analizzati dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno. Un lavoro scrupoloso per la tutela della salute pubblica».
Prevenzione: le regole d’oro
L’epatite A si trasmette per via oro-fecale. Per contenere il rischio, l'Asl raccomanda l’adozione di semplici ma fondamentali norme igieniche:
Igiene delle mani: Lavaggio frequente e accurato.
Acqua e cibo: Utilizzare solo acqua potabile e lavare bene frutta e verdura.
Cottura: Consumare alimenti ben cotti, prestando massima attenzione a frutti di mare e frutti di bosco.
Vaccinazione e assistenza
La Regione Campania e l'Asl garantiscono la sorveglianza epidemiologica e il potenziamento della vaccinazione anti-HAV, offerta gratuitamente alle persone più fragili o a rischio. Nella stragrande maggioranza dei casi, la guarigione è completa: la diagnosi precoce e la prudenza alimentare restano le armi più efficaci.
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