Effetto Iran: energia alle stelle, ma le commodity tengono

Gas e petrolio in volo: stangata da 9,3 miliardi per le famiglie. La CGIA chiede il taglio di accise e oneri per frenare il caro bollette.

A cura di Redazione
14 marzo 2026 07:52
Effetto Iran: energia alle stelle, ma le commodity tengono -
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Un quadro a due facce quello che emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre a due settimane dall’apertura del conflitto in Iran. Se da un lato le catene di approvvigionamento globali sembrano reggere l’urto, evitando le impennate generalizzate dei prezzi tipiche delle crisi geopolitiche, dall’altro il comparto energetico presenta fatture salatissime che minacciano di travolgere famiglie e imprese italiane.

Un mercato "sorprendentemente" stabile

A differenza di quanto accaduto nel febbraio 2022 con l'invasione russa dell'Ucraina, quando il nickel volò del 93,8% in pochi giorni, oggi le materie prime industriali mostrano addirittura segni di ribasso. Il nickel è sceso dell'1,9%, il rame del 2,6%, fino allo stagno che ha registrato un crollo del 7,9%.

Questa resilienza indica che, al momento, il mercato non teme un'interruzione strutturale delle forniture di metalli e cereali, aree in cui Russia e Ucraina erano invece attori dominanti.

L'emergenza energia: rincari peggiori del 2022

Il vero "punto di rottura" riguarda però i combustibili fossili. La sensibilità del settore energetico alle tensioni in Medio Oriente ha scatenato aumenti superiori a quelli registrati dopo l'invasione dell'Ucraina:

  • Gas: +62% (contro il 48% del 2022)

  • Petrolio: +45,8% (contro il 16,3% del 2022)

Questi rialzi si sono trasferiti immediatamente alla pompa: in soli 15 giorni, la benzina è aumentata dell'8,7% e il diesel del 18,2% (modalità self), colpendo duramente autotrasportatori, agricoltori e pescatori.

La mappa dei rincari: Roma, Milano e Napoli le più colpite

Secondo le stime della CGIA basate su dati Nomisma Energia, l'aggravio medio per famiglia sarà di 350 euro su base annua, per un totale nazionale di 9,3 miliardi di euro.

L'impatto geografico non è omogeneo, con le grandi aree metropolitane in prima linea per volume di spesa aggiuntiva:

Città/Provincia

Stima maggior spesa energetica (milioni di €)

Roma

705,8

Milano

554,5

Napoli

406,0

Isernia

12,7 (la meno colpita)

Le contromisure: tagliare tasse e oneri

Per mitigare quella che si preannuncia come una nuova stagione di "caro bollette", la CGIA suggerisce una strategia d'urto immediata:

  1. Intervento fiscale: Riduzione temporanea delle accise sui carburanti e modulazione dell'IVA sulle bollette.

  2. Taglio degli oneri di sistema: Eliminazione o riduzione delle componenti in bolletta destinate a incentivi e gestione reti per dare ossigeno immediato al potere d'acquisto.

  3. Vigilanza: Rafforzamento dei poteri delle autorità per bloccare manovre speculative lungo la filiera.

Nel medio periodo, la parola d'ordine resta la diversificazione: accelerare su rinnovabili e stoccaggio è l'unico modo per rendere il sistema produttivo europeo meno vulnerabile agli shock geopolitici di un'area, quella mediorientale, che resta una polveriera per i mercati dell'energia.

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