E’ tempo di cambiamento….

Ugolino del TrentunoIl confine tra amore per il territorio e ricerca del benessere economico è stato da sempre un problema per il sud Italia in generale. Nel nostro territorio, e per nostro non intend...

30 gennaio 2021 11:19
E’ tempo di cambiamento…. -
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Ugolino del Trentuno

Il confine tra amore per il territorio e ricerca del benessere economico è stato da sempre un problema per il sud Italia in generale. Nel nostro territorio, e per nostro non intendo la provincia di Benevento, queste divisioni geografiche sono dell’altro ieri nei confronti della nostra storia, ma intendo il Sannio, poche famiglie sono riuscite a coniugare territorio, benessere economico, cultura, diffusione del benessere e promozione del territorio. Sarebbe bene che tutti ne portassimo il ricordo, purtroppo la nostra generazione tecnologica (o tecnologizzata) non conserva a lungo i ricordi, la nostra memoria sta diventando come quella di uno smartphone, si riempie, si svuota e si passa ad altro! Una di queste famiglie, degna di essere ricordata e dove possibile, presa ad esempio è la famiglia Alberti che con Giuseppe Alberti diede inizio ad una impresa che ancora oggi diffonde lustro e e posti di lavoro nel mondo. (1) “Prima del 1860, quando iniziò la produzione di un liquore a base di erbe, Giuseppe Alberti esercitò l'attività di commerciante di vini da taglio per il mercato francese e quella di gestore di un frequentato caffè. Il nome che diede al liquore, Strega, evocava certe leggende su presenze magiche nella città di Benevento. Spinto dal successo di mercato che riscosse il prodotto Alberti si iniziò la costruzione del nuovo stabilimento presso la stazione ferroviaria che ospita ancora oggi la sede principale dell'impresa. Alla morte del fondatore nel 1894 la Ditta Giuseppe Alberti mantenne il nome e fu trasformata in società in nome collettivo dai figli Ugo, Vincenzo, Francesco e Luigi. I quattro fratelli diversificarono l'offerta intraprendendo la produzione di numerosi altri distillati e affermarono lo Strega tra i liquori più diffusi in Italia. Questo risultato fu reso possibile anche dalla pionieristica attività di comunicazione pubblicitaria affidata a geniali artisti come Dudovich e Depero e alle nascenti réclame radiofoniche. Con l'ingresso della terza generazione della famiglia Alberti, nel 1926 la società in nome collettivo fu trasformata in anonima e negli anni seguenti vi fu un'ulteriore diversificazione con l'avvio della produzione di torroni e altri dolci. Il successo dello Strega proseguì anche a livello internazionale
spingendo l'azienda ad aprire nuovi stabilimenti a Tripoli, Nizza e Chiasso. Nei bombardamenti di Benevento del 1943, durante i quali perse la vita la moglie del presidente Giuseppe Alberti, lo stabilimento subì ingenti danni e dovette essere parzialmente ricostruito dopo la guerra quando la società riprese l'attività con l'attuale denominazione Strega Alberti Benevento Spa. L'ideazione da parte di Guido Alberti del premio letterario Strega nel 1947 fu un successo di immagine oltre ogni aspettativa e la presenza del marchio nei primi Caroselli mostra l'attenzione costante che l'impresa ebbe verso la comunicazione. La quarta generazione, rappresentata da Franco, Ugo e Vincenzo Alberti, proseguì secondo le strategie sperimentate dai predecessori, consolidando la presenza dei prodotti affermati e aumentando gradualmente l'offerta con specialità dolciarie e bevande alcoliche. Tra gli anni sessanta e settanta l'espansione produttiva passò per la costituzione degli stabilimenti di Buenos Aires e San Paolo, a prova del peso crescente che il mercato estero assunse per la società. Negli anni novanta del Novecento, in seguito all'ingresso in società della quinta generazione, la diversificazione produttiva proseguì con l'apertura di una terza divisione, oltre a quella liquoristica e dolciaria, dedicata ai semilavorati per la pasticceria e la gelateria.”

Questa è una delle famiglie che hanno portato gloria al nostro territorio, non è l’unica, a volte dovremmo sforzarci di evidenziare i meriti di chi non fugge ma crea, dovremmo riuscire ad andare oltre all’invidia che ci ha fatto e continua a farci enormi danni, dovremmo capire che siamo noi a dover fare grande il nostro territorio, è tempo di cambiamento, dobbiamo essere noi a cambiare mentalità per cambiare il futuro dei nostri figli, smettere di aspettare e pretendere sempre dalla politica, dallo stato, dall’Europa….tutto questo siamo anche noi! L’amore per il territorio dobbiamo averlo noi, insegnarlo ai nostri figli, alle generazioni che verranno, dobbiamo cominciare
a rimboccarci le maniche!

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