Due professionisti irpini, avvalendosi di due “prestanome” truffano all'Erario più di un milione di euro.

Avrebbero falsificato i fatturati per ottenere le risorse, a fondo perduto, stanziate dal governo per le attività commerciali danneggiate dalla pandemia. Hanno incassato così quasi un milione e duecen...

07 novembre 2023 14:24
Due professionisti irpini, avvalendosi di due “prestanome” truffano all'Erario più di un milione di euro. -
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Avrebbero falsificato i fatturati per ottenere le risorse, a fondo perduto, stanziate dal governo per le attività commerciali danneggiate dalla pandemia. Hanno incassato così quasi un milione e duecentomila euro le quattro persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Avellino in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip
del Tribunale di Avellino. Si tratta di due professionisti e due prestanome residenti tra Avellino, Monteforte Irpino e Mercogliano. I primi due sono stati trasferiti in carcere, per gli altri sono stati concessi gli arresti domiciliari. Secondo le indagini coordinate dal pm della Procura di Avellino, Vincenzo Russo, i due professionisti irpini, i quali, avvalendosi di quattro società e di due "prestanome" compiacenti, nell'anno 2021, avevano indebitamente beneficiato delle misure di sostegno economico destinate a soggetti colpiti dall'emergenza epidemiologica da Covid 19'. Tali misure, previste dai Decreti Legge 41/2021 (c.d. "Decreto Sostegni") e 73/2021 (c.d. "Decreto Sostegni-bis"), consentivano all'Agenzia delle Entrate di erogare direttamente agli operatori economici, che ne avevano fatto istanza, contributi a fondo perduto, determinati applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell'anno 2020 e l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell'anno 2019.
In particolare, le indagini, dirette e coordinate da questa Procura della Repubblica, consentivano di ritenere che i due professionisti avevano posto in essere un articolato sistema di frode al fine di ottenere il beneficio in questione, attraverso la presentazione di istanze, da parte delle società coinvolte, nelle quali veniva dichiarata falsamente una flessione media mensile del fatturato tra gli anni 2019 e 2020, che ha consentito poi di percepire illecitamente contributi per un importo complessivo pari ad euro 1.190.968,00. Gli accertamenti hanno permesso, altresì, di accertare che le società coinvolte a supporto delle istanze, avevano presentato dichiarazioni integrative fiscali ai fini IVA ed Imposte Dirette, in rettifica di quelle originariamente presentate per gli anni d'imposta 2019 e 2020, nelle quali avevano riportato dati non veritieri, indicando, per ogni società, un volume d'affari di circa 9 milioni di euro, solo per creare e dimostrare artificiosamente una flessione media del fatturato di circa 750 mila, tra l'anno 2019 e l'anno 2020. All'atto del controllo da parte dei finanzieri non veniva acquisita e reperita documentazione fiscale, amministrativo e contabile che dimostrasse il fatturato indicato nelle predette dichiarazioni integrative.
I due professionisti, inoltre, in concorso fra loro, trasferivano parte delle somme indebitamente percepite ad una società per azioni con sede in Milano, riconducibile agli stessi, in quanto rispettivamente rappresentante legale e presidente del collegio sindacale, attraverso la creazione di falsi dati fiscali e contabili, al fine di ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa.

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