"Dovevi diventare grande, non una notizia"
Un intero territorio si stringe attorno alla famiglia di Domenico. Intanto, l'inchiesta accelera: sei indagati e telefoni sotto sequestro.
Le parole, affidate a uno striscione teso in via Circumvallazione, pesano come macigni: “Non dovevi diventare una notizia, dovevi diventare grande”. È il grido muto di una comunità, quella di Nola, che da ore si ritrova dinanzi alla casa del piccolo Domenico, il bambino di soli 28 mesi spentosi ieri all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un’agonia durata due mesi.
L’altare della memoria
Dalla mattinata di oggi, nonostante il silenzio della domenica, il pellegrinaggio non si è mai fermato. Fiori bianchi, ceri accesi e piccoli peluche sono stati deposti davanti a un altarino improvvisato, protetto da una transenna. Non ci sono solo i vicini o i parenti: a rendere omaggio a Domenico arrivano anche sconosciuti, commossi da una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica per la sua tragicità.
Il cuore dell'inchiesta: sei indagati
Mentre la città piange, la macchina della giustizia si muove con estrema rapidità. I carabinieri del NAS, su delega della Procura di Napoli (sostituto procuratore Tittaferrante e l'aggiunto Ricci), sono tornati questa mattina nelle corsie del Monaldi per acquisire ulteriore documentazione medica.
L'ipotesi investigativa è atroce: il calvario di Domenico sarebbe iniziato dopo l'impianto di un cuore che si sospetta fosse già danneggiato. Al momento, il fascicolo vede iscritti nel registro degli indagati sei sanitari. Un atto dovuto, necessario per consentire il prosieguo degli accertamenti tecnici irripetibili, ma accompagnato da un provvedimento deciso: il sequestro dei telefoni cellulari dei medici coinvolti.
I prossimi passi
Gli inquirenti intendono fare luce su ogni passaggio della filiera del trapianto:
La compatibilità dell'organo: Verificare se i controlli preliminari sul cuore del donatore siano stati eseguiti a norma di legge.
La gestione post-operatoria: Ricostruire i due mesi di "calvario" clinico denunciati dalla famiglia.
Le comunicazioni interne: L'analisi dei cellulari servirà a capire se vi siano state interlocuzioni o segnalazioni di anomalie rimaste inascoltate.
Nelle prossime ore verrà conferito l'incarico per l'esame autoptico, che rappresenterà il passaggio chiave per stabilire il nesso di causalità tra l'intervento e il decesso. Per ora, resta solo il dolore di un rione e quella frase su un lenzuolo bianco che ricorda a tutti come la vita di un bambino non dovrebbe mai finire tra le pagine della cronaca giudiziaria.