Dopo gli arresti del 2017, raffica di assoluzioni dei politici del Comune di S. Felice a Cancello e dei ritenuti correi

Sono stati assolti dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere dopo un lungo dibattimento l'ex sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia, l’ex assessore Clemente Biondillo, Antonio Zagaria, fratel...

20 gennaio 2023 01:33
Dopo gli arresti del 2017, raffica di assoluzioni dei politici del Comune di S. Felice a Cancello e dei ritenuti correi -
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Sono stati assolti dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere dopo un lungo dibattimento l'ex sindaco di San Felice a Cancello Pasquale De Lucia, l’ex assessore Clemente Biondillo, Antonio Zagaria, fratello del super Michele Zagaria, Rita Nadia Di Giunta, Di Giunta Francesco, Di Giunta Alfonso Giuseppe e Oreste Fabio Luongo. Erano Tutti accusati di associazione finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione - abuso d'ufficio, concussione, corruzione, turbativa d'asta, peculato, rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, falso. Nel 2017 il GIP presso il Tribunale di Napoli aveva disposto per tutti la misura della custodia in carcere nell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni camorristiche nella politica di San Felice a Cancello/Castelvolturno, modificata poi dal Tribunale del Riesame di Napoli con quella degli arresti domiciliari, per poi essere rimessi in libertà successivamente a seguito di una istanza formulata dall’avvocato Dario Vannetiello nell’interesse dell’allora assessore Clemente Biondillo, decisione estesa dal Giudice a tutti gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta. Da quanto emerse dalle indagini, in particolare dall'ascolto delle conversazioni
captate i contatti tra il primo cittadino e l'organizzazione criminale sarebbero avvenuti soprattutto attraverso la Di Giunta ma il collegio del Tribunale di Santa Maria Capua
Vetere, presieduto dal Dott. Rugarli, ritenendo prescritto il reato di associazione a delinquere per il quale è stata emessa sentenza di non doversi procedere, ha ritenuto tutti gli imputati non colpevoli da tutte le accuse perché i plurimi reati non sussistevano. Nel corso del dibattimento era stato ascoltato anche il pentito Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone detto Sandokan. Folto il collegio difensivo formato dagli avvocati Dario Vannetiello, Angelo Raucci, Clemente Crisci, Raffaele e Gaetano Crisileo, Antonio Abet, Maurizio Noviello e Giaquinto. Per conoscere le motivazioni della sentenza bisognerà attendere novanta giorni.

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