Diplomi falsi a minori a 10mila euro

Smantellato il business del titolo facile tra Crispano e Caivano

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 18:27
Diplomi falsi a minori a 10mila euro -
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Un vero e proprio "diplomificio" industriale, capace di sfornare titoli di studio in Ragioneria e Informatica dietro il pagamento di mazzette fino a 10.000 euro. È quanto emerso dall'inchiesta della Procura di Napoli Nord che ha scosso il mondo scolastico della provincia napoletana, portando alla luce un sistema radicato di falsificazioni tra Crispano e Caivano.

I Carabinieri della Sezione Operativa di Caivano hanno notificato 18 misure cautelari di sospensione dal lavoro a docenti e personale amministrativo di un istituto paritario e di un centro di formazione. Complessivamente, gli indagati sono 31.

Un sistema di "fantasmi" in aula

Secondo il quadro delineato dal Procuratore Domenico Airoma, l'organizzazione garantiva il successo scolastico a studenti che, di fatto, non frequentavano mai le lezioni. Il "pacchetto" offerto includeva:

  • Falsificazione dei registri: Presenze fittizie per studenti regolarmente assenti.

  • Voti gonfiati: Valutazioni eccellenti create a tavolino per assicurare il diploma.

  • Curricula "truccati": Anche per i minorenni venivano fabbricati documenti che attestavano falsamente l'assolvimento dell'obbligo scolastico, permettendo l'accesso a corsi di formazione professionale.

Il ruolo della "Preside Coraggio"

L'indagine ha preso slancio anche grazie alle denunce di Eugenia Carfora, preside dell’istituto superiore "Morano" di Caivano. Nota al grande pubblico per aver ispirato una celebre fiction Rai con Luisa Ranieri, la Carfora si conferma in prima linea contro il degrado educativo del territorio, segnalando le anomalie che hanno poi permesso ai militari di scoperchiare il sistema.

Sconti di gruppo e depistaggi

Dalle intercettazioni e dagli accertamenti emerge un cinismo commerciale disarmante. I vertici degli istituti coinvolti avrebbero persino offerto "sconti famiglia" per convincere i genitori a trasferire i figli presso le loro strutture.

Tra gli indagati figura anche un vigile urbano, accusato di aver mediato per ottenere iscrizioni a prezzi di favore. Non manca l'aspetto dei tentati inquinamenti probatori: ad alcuni indagati è contestato il reato di depistaggio, per aver cercato di occultare o alterare i documenti durante le ispezioni dei Carabinieri.

"Un'offesa al merito e al futuro dei giovani", commentano gli inquirenti, sottolineando come il sistema non solo alimentasse l'illegalità, ma svuotasse di valore il percorso educativo in un'area già complessa come quella del napoletano.

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