"Dipendenti pagano per tutti"? I numeri dicono altro

I dati delle dichiarazioni dei redditi smentiscono la narrazione secondo cui le partite Iva non pagano le tasse rispetto ai dipendenti.

A cura di Redazione
30 maggio 2026 07:32
"Dipendenti pagano per tutti"? I numeri dicono altro -
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Il dibattito sul carico fiscale in Italia si arricchisce di un capitolo decisivo grazie agli ultimi dati diffusi dalla CGIA di Mestre sulle dichiarazioni dei redditi. Le statistiche ufficiali rivelano che gli imprenditori e i lavoratori autonomi versano mediamente quasi il doppio dell'Irpef rispetto a dipendenti e pensionati. Questa fotografia statistica scardina lo storico luogo comune secondo cui il peso dello Stato graverebbe quasi esclusivamente su chi viene tassato alla fonte, ridisegnando i confini di una contrapposizione sociale spesso alimentata da slogan di parte e priva di reali riscontri numerici.

Entrando nel dettaglio delle cifre, l’imposta media versata da imprenditori e autonomi ha raggiunto gli 8.331 euro, a fronte dei 4.215 euro corrisposti dai lavoratori dipendenti e dei 4.006 euro dei pensionati. In termini percentuali, il divario è macroscopico: le partite Iva pagano il 98 per cento in più rispetto ai subordinati e il 108 per cento in più rispetto a chi percepisce un assegno pensionistico. Una distanza così netta si spiega principalmente con il fatto che i redditi medi dichiarati dal popolo degli autonomi risultano essere nettamente più elevati rispetto alle altre categorie.

Nonostante l'evidenza di questi numeri, la narrazione dominante fatica a cambiare direzione e continua a dipingere il sistema tributario come un meccanismo che penalizza unicamente i lavoratori a reddito fisso. Si tratta di una lettura parziale e profondamente fuorviante, che non restituisce la reale complessità del nostro sistema e rischia di alimentare una sterile ostilità nei confronti del tessuto produttivo indipendente. Ignorare la reale portata del contributo economico degli autonomi significa distorcere la percezione pubblica e danneggiare ingiustamente l'immagine di milioni di professionisti.

La stessa associazione artigiana ribadisce che il contrasto all'evasione fiscale e alla sotto-dichiarazione deve rimanere una priorità assoluta per il Paese, senza sconti per nessuno. Tuttavia, la necessaria lotta all'illegalità non può trasformarsi in un alibi per oscurare il ruolo centrale che i piccoli imprenditori ricoprono nel welfare nazionale. Oggi le partite Iva figurano tra i contribuenti più esposti al prelievo dello Stato, vivendo una quotidianità fatta di scadenze continue che, nei fatti, li rende i principali finanziatori dei servizi pubblici di cui beneficia l'intera collettività.

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