Diga di Campolattaro: Lo "scudo" che ha salvato Benevento dall'alluvione
L'invaso trattiene 8,7 milioni di metri cubi d'acqua salvando il Sannio. Lombardi: "Essenziale per la sicurezza, ma servono fondi certi."
Mentre il Centro-Sud fa i conti con i danni dell'ultima ondata di maltempo, nel Sannio emerge un dato rassicurante e, al contempo, un monito politico: la Diga di Campolattaro ha evitato un disastro idrogeologico che avrebbe potuto colpire duramente la città di Benevento e i comuni della valle del Volturno.
Secondo i dati diffusi dalla Società Asea, partecipata della Provincia di Benevento che gestisce la vigilanza sull'invaso, la diga ha agito come una vera e propria "valvola di sicurezza", trattenendo una massa d'acqua imponente che altrimenti si sarebbe riversata nel fiume Tammaro e, di conseguenza, nel Calore e nel Volturno.
I numeri del salvataggio
Il report tecnico evidenzia l'efficacia dello sbarramento durante il picco delle precipitazioni. Nonostante l'invaso fosse quasi vuoto per permettere i lavori del nuovo potabilizzatore (finanziati da Governo e Regione Campania), la sua capacità di ricezione è stata determinante:
Dati Idrici (Ultime 24h) | Quantità (Metri Cubi) |
Acqua affluita nell'invaso | 9.642.777 |
Acqua scaricata a valle | 848.440 |
Acqua trattenuta dallo sbarramento | 8.794.337 |
Oltre 8,7 milioni di metri cubi d’acqua sono stati dunque "bloccati" dalla diga, impedendo che l'onda d'urto del Tammaro si sommasse alla piena del Calore alle porte del capoluogo sannita.
L’appello di Nino Lombardi: "Serve manutenzione, non solo emergenza"
Il Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, ma non ha risparmiato critiche sulla gestione dei fondi destinati alla sicurezza del territorio.
"Si tratta di un compito di eccezionale rilievo per la pubblica incolumità," ha dichiarato Lombardi. "Auspico ci sia maggiore consapevolezza sul contributo che la Provincia e l'Asea assicurano alla popolazione civile."
Il Presidente ha poi lanciato un appello diretto alle istituzioni superiori per risolvere il nodo dei finanziamenti, attualmente definiti "inesistenti" per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria:
Reticolo idrico: Necessità di interventi costanti sui canali e i corsi d'acqua principali.
Monitoraggio: Risorse per garantire che la Diga di Campolattaro continui a operare in massima sicurezza.
Prevenzione: Passare da una logica di gestione dell'emergenza a una di cura strutturale del territorio.
In un momento in cui i cambiamenti climatici rendono gli eventi estremi sempre più frequenti, il caso di Campolattaro dimostra come le grandi infrastrutture idriche siano essenziali non solo per l'approvvigionamento idrico e l'irrigazione, ma come pilastri fondamentali per la difesa del suolo.