Chi sono i gamer professionisti italiani più importanti
I giochi virtuali sono una passione per i più giovani, ma per qualcuno di loro possono diventare persino una professione. No, non parliamo dei giochi di casinò live come il poker, che da anni gode di...
I giochi virtuali sono una passione per i più giovani, ma per qualcuno di loro possono diventare persino una professione. No, non parliamo dei giochi di casinò live come il poker, che da anni gode di tornei ufficiali trasmessi in giro il mondo. La realtà offerta dal settore videoludico al giorno d’oggi è più ampia: i titoli si fanno sempre più complessi e sofisticati e riuscire a gareggiare in un videogame può sviluppare anche un sano senso agonistico. Non si tratta più di una manciata di pulsanti. I tempi della croce direzionale e dei soli tasti “A” e “B” sono lontani. Le mosse e le combinazioni possibili con un gamepad sono ormai decine e decine. Così sono nati gli eSports, che non sono soltanto delle controparti digitali delle discipline sportive vere e proprie. Gli eSports possono riguardare anche i picchiaduro o i giochi di strategia, purché competitivi.
Certo, il fatto che persino gli atleti professionisti si divertono con i videogiochi nei quali vengono ritratti ha finito involontariamente col favorire la diffusione dei titoli sul calcio o sul basket. Quello del videogame è diventato nel giro di pochi anni un linguaggio universale. Diventare un gamer è indubbiamente complicato e richiede ore ed ore di allenamento. Anche in Italia, comunque, c’è chi è riuscito ad attestarsi tra i migliori giocatori di titoli specifici, come Andrea Mengucci, campione di “Magic Arena”. “Quake” e “Painkiller” sono invece appannaggio di Alessandro “stermy” Avallone, uno dei primissimi italiani che ha avuto l’intuizione di coltivare l’interesse verso gli eSports.
E il calcio? I giochi più noti sul mondo del pallone sono indubbiamente FIFA e PES e a quest’ultimo Ettore Giannuzzi sembra non avere rivali: il ragazzo è giunto due volte al secondo posto al campionato Mondiale dedicato a questo gioco, vincendo nel 2018. Quello di “Pow3r” è un nome noto tra gli appassionati di “Fortnite”, titolo che ha quasi rivoluzionato la concezione dello sparatutto. A distinguersi all’Europeo di “League of Legends” è stato invece Daniele Di Mauro, che per anni aveva gareggiato solo a livello nazionale ed è stato baciato dalla fortuna appena ha deciso di varcare i confini.
Per quanto riguarda “Starcraft”, Riccardo Romiti è il massimo esponente italiano, capace di battere in più di un’occasione anche avversari sulla carta nettamente superiori. Romiti ha ottenuto qualche risultato soddisfacente anche in ambito internazionale, ma la sua carriera sembra ancora agli inizi. Anche fra i semplici youtuber, comunque, c’è chi alla lunga riesce a migliorarsi al punto da farsi notare e ingaggiare per iniziare il cammino utile per diventare una stella degli eSports. Inutile nasconderlo: i videogiochi di simulazione calcistica sono quelli che vanno per la maggiore.
A far salire agli onori della cronaca il settore degli eSports sono state proprie le affiliazioni di alcuni gamer a società di calcio professionistico. Da quando è uscita la notizia dell’ingaggio di blackarow889 da parte della Sampdoria l’Italia ha iniziato a interessarsi sempre di più alle competizioni virtuali, anche a livello mediatico. Oggi gli eSports non sono più una sorpresa e in futuro potrebbero rivoluzionare persino le Olimpiadi. Gli orizzonti sono stati allargati, lo sport vive in ogni dimensione possibile.