Cervinara: Solennità di San Giuseppe, Festa del papà e la statua lignea dell’Abbazia.
(Antonio Raucci) Oggi 19 marzo, la chiesa cattolica celebra la Solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria. La sua figura di uomo giusto e premuroso è stata posta sempre a modello; la s...
(Antonio Raucci) Oggi 19 marzo, la chiesa cattolica celebra la Solennità di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria. La sua figura di uomo giusto e premuroso è stata posta sempre a modello; la sua venerazione promossa in tutte le comunità cristiane sparse nel mondo e la devozione millenaria ci consegna numerose opere d’arte che lo rappresentano. Anche nell’Abbazia di San Gennaro, in Cervinara, la venerazione a San Giuseppe ha radici molto antiche: vi era, infatti, custodita una statua risalente al 1600, ridotta in malo modo dal passare dei secoli, e che fu donata ad un parrocchiano, il signor Gennaro Formato, che da autodidatta provò a ripararla alla meglio maniera. Nel 1997 la statua fu sostituita da quella attuale, fortemente voluta e commissionata da Mons. Antonio Raviele, supportato dall’allora abate parroco don Giorgio Carbone e contagiato dall’entusiasmo del novello sacerdote mons. Giampiero Pisaniello, oggi cancelliere della curia arcivescovile di Benevento, canonico penitenziere del capitolo metropolitano della cattedrale e giudice del tribunale ecclesiastico interdiocesano. Anche le suore del Buono e Perpetuo Soccorso fecero la loro parte in quanto la casa religiosa recava il nome del santo che ne era il protettore, e ovviamente la comunità parrocchiale non fece mancare il proprio contributo. La nuova opera d’arte, completamente in legno, bella, imponente ed espressiva è stata creata nei laboratori di Ortisei (Bolzano), dai maestri del legno di Arte Sacra, rinomati in tutto il mondo. Ortisei si può definire “la Murano” dell’arte sacra in legno. Degno di nota della statua attuale è un particolare che di seguito provo a descrivere. I simboli ricorrenti nelle iconografie e statue di San Giuseppe, sono il Bambino Gesù e il bastone fiorito; quasi sempre, il fiore rappresentato è il GIGLIO simbolo di purezza, e solo in rari casi, come nella particolarità della statua venerata in Abbazia, il fiore è il NARDO. Tra leggende, tradizioni e vangeli apocrifi, diversi sono i racconti riferiti al bastone fiorito: Giuseppe avrebbe chiesto a Dio un ulteriore segno su chi dovesse sposare la Vergine Maria, e solo dal suo bastone fiorirono gigli, infatti c’erano con lui amici e conoscenti che lo schernivano sull’intervento dell’Angelo apparso in sogno; Il sommo sacerdote del Tempio, chiese a Dio riguardo al futuro della fanciulla Maria di Nazareth, Dio chiese di convocare gli scapoli di Gerusalemme e Giuseppe appena varcò la porta del Tempio il suo bastone fiorì gigli e una colomba si posò sul capo di Maria. Il Nardo è un fiore profumato da cui si ricava un olio considerato prezioso, ancora oggi viene usato come incenso nel Tempio di Gerusalemme, nelle Scritture è citato nel Cantico dei Cantici come simbolo di amore sconfinato per Dio, le due Marie lo usarono per ungere il corpo di Gesù, ed è stato scelto anche da papa Francesco, tra altri simboli, per il suo stemma papale. In questo giorno particolare il ricordo corre verso tutti i papà che solo apparentemente ci hanno lasciato, ma che in realtà il ricordo li rende ancora vivi e per chi ha la Speranza in Cristo crocifisso, morto e RISORTO li rende immortali. Con questi sentimenti voglio ricordare il mio papà Fiorentino e nel giorno anche del suo onomastico, un ricordo speciale, a nome di tutta la comunità cervinarese, di cui è stato padre e maestro, va al compianto Giuseppe Simeone, per tutti l’indimenticabile “Peppuccio” e lo voglio ricordare con i versi del tradizionale inno tipico dell’abbazia/santuario dedicato a San Giuseppe:… “Con mano provvida, sui i miei dolori, Giuseppe amabile, spargi i tuoi fiori. Allor che supplice, invoco aita sulla mia vita, brilli il tuo zel”….O San Giuseppe, il tuo sorriso, m’infiori il viso, m’accenda il cor….”Nell’ora trepida, del mio tramonto, la lotta tragica, tranquillo affronto. Allor nell’estasi, l’anima mia lieta s’india, con Te lassù”. La Solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria, nella Chiesa Madre, Parrocchiale e Badiale di San Gennaro V. e M. – Santuario Diocesano della B. V. Addolorata, è così celebrata: ore 17:30 Santo Rosario – ore 18:00 Celebrazione Eucaristica.