Cervinara. Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo …
( Franco Petraglia ) Lo scrittore Primo Levi scriveva:” Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo … e “Se comprendere è impossibile,conoscere è necessario”. Proprio queste due fr...
( Franco Petraglia ) Lo scrittore Primo Levi scriveva:” Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo … e “Se comprendere è impossibile,conoscere è necessario”. Proprio queste due frasi sottolineano l’importanza di non dimenticare il cataclisma cervinarese del 16 dicembre 1999. Evento catastrofico che colpì irrimediabilmente la nostra martoriata amata-odiata terra. La frazione Joffredo-Castello, paradiso della mia infanzia fantasticante e cara alla mia fanciullezza e alla mia adolescenza, divenne improvvisamente luogo di incubo. Grosso complice la pioggia, che prima aveva schiaffeggiato violentemente e selvaggiamente, per diversi giorni,le nostre montagne e poi diede “l’exequatur” al disastro. I danni al patrimonio ambientale furono incalcolabili. Le ferite inferte al centro abitato furono immedicabili. La vita degli abitanti di Joffredo-Castello divenne un orologio senza lancette. Il tempo veniva scandito da una forte crisi sociale e interiore:ore di amarezza,tristezza,dolore. In quell’evento apocalittico persero la vita i nostri compaesani: i coniugi Befi Luigia e Michelangelo Mascia, Luigi Affinita, Liliana Marro, Giuseppe Affinita e Pellegrino D’Argenzio della nostra cara San Martino Valle Caudina. Quando passo in rassegna i fotogrammi di quelle scene kafkiane mi vengono i brividi. Credo che sia un dovere etico, anche a distanza di 23 anni da quella tragica notte, ricordare le persone sfortunate innanzi citate e rinnovare il mio profondo sentimento di vicinanza e di solidarietà ai familiari delle sei vittime. Mi auspico- ab imo pectore – che questo lembo di terra di Joffredo-Castello non riviva un’ epoca terribile come quella vissuta sulla sua pelle.