Cervinara. Per non dimenticare
16 Dicembre 1999-16 Dicembre 2022, sono trascorsi 23 anni dall’alluvione che a Cervinara provocò cinque vittime e la distruzione di un’intera frazione, mentre a San Martino Valle Caudina il bilancio f...
16 Dicembre 1999-16 Dicembre 2022, sono trascorsi 23 anni dall’alluvione che a Cervinara provocò cinque vittime e la distruzione di un’intera frazione, mentre a San Martino Valle Caudina il bilancio fu di una vittima e di danni a diverse abitazioni. Purtroppo dalla notte del 15 e 16 dicembre del 1999 nulla è piu’ come prima. Pioveva da più di una settimana. Nei due giorni precedenti, la pioggia diventò ancora più fitta. Poi, nella notte un boato, e la montagna venne giù. Chi c’era non potrà mai dimenticare quella triste notte. Ricordi che ancora oggi tornano nitidi e che ci riportano indietro nel tempo. Impossibile dimenticare quei volti di paura, dopo qualche ora, quelle immagini girate dalla emittente locale InformazioneSei tramite il Tg Uno arrivarono in milioni di case. Con il passare delle ore, ci si rendeva conto che Cervinara era stata segnata da una grande tragedia. La pioggia, incessante aveva scavato un solco in quella montagna tanto amata dai castellani e una colata di fango e detriti aveva spazzato via tutto quello che incontrava, nella sua furiosa corsa. Quella montagna che aveva dato per anni dai vivere ad intere generazioni, ora presentava un conto amaro, fatto di morte e distruzione. A Joffredo arrivarono i soccorritori per cercare di recuperare i corpi delle vittime, tante famiglie furono sistemate alla meglio nelle scuole, in alberghi o a casa di parenti. In quei giorni si riscoprì una solidarietà che aveva contraddistinto anche il terremoto del 1980. Il grande cuore dei cervinaresi venne scavato da quel dolore profondo. Impossibile dimenticare l’opera svolta in quei giorni dal commissario prefettizio Salvatore Palma, che si era insediato da pochi giorni al comune. Palma fece valere l’esperienza che aveva avuto durante l’alluvione che colpi Quindici nel maggio del 1998. Nel giro di poche ore mobilitò la colonna dei soccorsi e soprattutto riusci a gestire nel migliore dei modi l’emergenza. Senza di lui probabilmente sarebbe stato il caos. Fu il Natale più triste della storia recente del centro caudino.