Cervinara. Incredibile affermazione per la XXX° Edizione della Via Crucis Vivente
In poche settimane pensata, gestita e rappresentata. Un mese fa era infatti solo un’idea di pochi quella di riproporre la Via Crucis Vivente di Cervinara. Una rappresentazione storica che giungeva que...
In poche settimane pensata, gestita e rappresentata. Un mese fa era infatti solo un’idea di pochi quella di riproporre la Via Crucis Vivente di Cervinara. Una rappresentazione storica che giungeva quest’anno alla XXX edizione. Avrebbe dovuto essere quella bella, pomposa e dagli squilli di tromba. Invece gli organizzatori, visto soprattutto la scarsità del tempo, ma soprattutto i dubbi che si sarebbero presentati dopo la fine dell’emergenza sanitaria, hanno scelto una versione più light di contenuti ma non di fervore. Al fine di riattualizzare gli ultimi attimi della vita di Gesù la scelta dei protagonisti è ricaduta fra coloro che avevano già avuto esperienza nelle precedenti edizioni. Gesù egregiamente impersonificato da Domenico Lengua, il governatore Pilato dal giovane e determinato Giuseppe Dente assistito da Alessandro Iuliano nella figura di Quinto. Il terribile Tribunale del Sinedrio capeggiato dal veterano Salvador Zullo, con Tony Dente che, contrariamente alle precedenti prestazioni di anziano del Tempio, ha esordito nel raffigurare la personalità contraddittoria di Nicodemo. Laddove Antonio Casale, Luigi Iuliano, Flaviano Renna e Giovanni Ricci completavano l’Assemblea Sacra. Nel pieno rispetto delle attese anche l’esercito romano. Molto realistici in tutti i momenti nondimeno nella flagellazione dove sfuggiva qualche “colpo” al di là della finzione. Hanno mantenuto la stessa spigliatezza in tutto il percorso fino agli estremi ed ultimi momenti del Monte del Cranio. Nell’esercito conquistatore si sono avvicendate pochissime novità e guidati dal temerario Centurione Giuseppe Carfora, Fefè Carfora, Daniele Delfino, Ivan Iachetta, Giorgio Marino, Emanuele Picca e Alfonso Perrotta. La crocifissione è stata arricchita dalla presenza della Madre delle madri sofferente nel Cristo morente. Appunto Antonietta Iuliano ha fatto percepire ed immedesimare gli spettacoli nelle sofferenze di chi si sente squarciare insieme al Divin Figlio, condannato fra i due comuni malfattori Francesco Tangredi e Angelo Gallo. Il tutto arricchito dai tanti figuranti che hanno percorso le strade di Cervinara con vero senso di appartenenza con chi ne ha fatto sua una vera e propria peregrinatio.
Soddisfatti gli organizzatori dell’Associazione “A Cruce Salus” fra i quali Giuseppe Cioffi, Domenico Lengua, Enzo De Lucia, Pasquale Fierro insieme a Stefania Cioffi, Francesca Lengua (con il suo “obiettivo” onnipresente) e Concetta Marchese nell’essere riusciti a rappresentare gli ultimi fotogrammi della vita del Figlio di Dio. Quest’anno oltre al prezioso patrocinio del Comune di Cervinara e alla partecipazione della Pro-loco, le Azioni Cattoliche dell’Unità Pastorale cervinarese, le altre associazioni cittadine, nonché degli occhi accorti dei sacerdoti don Renato, don Daniele e don Luca, c’era una motivazione in più. Non ci si può esimere da una dedica specialissima a Vittorio Lengua. Una figura meticolosa ed emblematica che solo alcune settimane fa ci lasciava nel ricordo e nella testimonianza della sua maestria semplice e mai ostentata. Rimarrà sempre vivo in chi, come Salvador Zullo, si confrontava e si scambiava di ruolo al sol fine di quel “sì, ci sono”. Quel servizio, quella testimonianza che sembra stia attecchendo in solide fondamenta fra i giovani e giovanissimi che dovranno curarne le prossime edizioni soffiando su quel vento che allontanerà per sempre guerre e pandemie.