Cervinara. Gli inviati di Babbo Natale portano i doni ai bimbi ricoverati al San Pio e al Fatebenefratelli.
Sono partiti da Cervinara alle sei del mattino gli inviati di Babbo Natale. Sei cugini si son vestiti di rosso raccogliendo amore da amici e parenti per svegliare all’alba, come la tradizione desider...
Sono partiti da Cervinara alle sei del mattino gli inviati di Babbo Natale. Sei cugini si son vestiti di rosso raccogliendo amore da amici e parenti per svegliare all’alba, come la tradizione desidera, i bambini ricoverati nei reparti di pediatria degli ospedali “San Pio” e “Fatebenefratelli” di Benevento. Un’iniziativa familiare che ha coinvolto alcuni dei cuori più sensibili della Valle Caudina. Non è stato semplice forzare il sorriso di fronte ai bambini sofferenti; alcuni senza abbastanza forza e allegria per scartare i regali, altri troppo piccoli per capire perché gli occhi delle mamme fossero bagnati e rossi. L’idea è nata da un’esperienza non assai rara: vivere, seppur per un breve periodo, il ricovero ospedaliero del proprio figlioletto ha sensibilizzato il più grande dei cugini, Antonio Iuliucci, che di bambini dai cuori spenti ne ha visti entrare e uscire a bizzeffe dalle porte che, questa mattina, si sono aperte per accogliere un po’ di speranza in reparto. In questi giorni di frenesia per le feste è ancor più difficile fermarsi a riflettere. Tra gli scontrini per il cenone della Vigilia e il via-vai stancante degli scambi di doni e di auguri ci si dimentica con facilità il valore dell’unione e la fortuna di essere in salute. Grazie alla caparbietà e agli occhi fissi sull’obiettivo non si è perso tempo. Con la collaborazione della giochieria “Del Basso”, le cui commesse hanno lavorato oltre l’orario di chiusura per incartare le dozzine di regali, e con il supporto della filiale Lidl di Cervinara che ha messo in prestito i carrelli per allestire le slitte di Babbo Natale, il piccolo sogno è diventato realtà. Infermieri e medici li hanno accolti senza domande né pretese, soltanto con ringraziamenti. Entrare nelle stanze dei bambini dormienti e vederli aprire gli occhi ha regalato ricordi indelebili, ma chiudersi le porte delle camere alle spalle, a sorpresa finita, e sentire qualche lamento tra le deboli risate ha lasciato cadere qualche goccia della magia del Natale sui pavimenti degli ospedali, negli ascensori, nei parcheggi grigi. È un po’ della magia del Natale che, assieme agli altri partecipanti, hanno deciso di perdere perché possa, come un seme, far crescere un fiore e, pian piano, una pianta fino a diventare un grosso tronco con radici forti e una chioma verde colma di compassione e amore. Il messaggio che si vuole lanciare è forte e chiaro: il Natale non è nato solo per mangiare panettoni e avere nuovi indumenti nell’armadio. Il Natale è nato per ricordarci d’essere tutti fratelli e, in quanto tali, una grande famiglia da non lasciare sola. A tutti i bambini e gli adulti che passeranno le feste in ospedale auguriamo che un Natale “perso” possa regalare un’infinità di futuri Natale “vinti”.