Cervinara. Chi si sarebbe dovuto occupare del recupero di Giovanni perchè non lo ha fatto?
Giovanni Limata che è difeso dall'avv.Mario Picca, sarebbe quello che, stando alle prime dichiarazioni confessorie, materialmente ha sferrato ben 7 coltellate ad Aldo Gioia il 68 enne padre di Elena,...
Giovanni Limata che è difeso dall'avv.Mario Picca, sarebbe quello che, stando alle prime dichiarazioni confessorie, materialmente ha sferrato ben 7 coltellate ad Aldo Gioia il 68 enne padre di Elena, mentre in casa dormiva su un divano. Un delitto atroce ed efferato. Il giovane di Cervinara in passato già è stato al centro di diversi episodi che ne avevano delineato un carattere difficile e ribelle. Fatti anche di una certa gravità. Fin dagli anni della scuola, Giovanni avrebbe mostrato un carattere scontroso, poco incline alla vita scolastica e soprattutto non a suo agio con i compagni di classe. Alle superiori aveva frequentato l'Istituto professionale a Cervinara senza conseguire il diploma di maturità. Infatti aveva lasciato la scuola a dicembre senza diplomarsi. Il suo primo gesto eclatante nel 2019 quando minacciò il suicidio perchè la ragazza di cui si era invaghito non ricambiava le sue attenzioni. Era poco più che una bambina. Il giovane allora per attirare su di se l'attenzione della ragazza salì sul ponte del torrente Conga e minacciò di buttarsi di sotto. Era in piena estate e l'intervento dei carabinieri fu provvidenziale visto che bloccarono il giovane facendolo desistere dal suo intento. Da allora si erano ripetuti diversi episodi sempre per questo amore contrastato. Il giovane successivamente era stato anche sottoposto a Tso e ricoverato a Solofra. Frequenti anche le liti in famiglia con bersaglio preferito il padre. Tutti episodi che purtroppo già facevano denotare il carattere difficile di Giovanni. In paese si dice che l'ultima lite con il padre c'era stata una decina di giorni fa. Ma ancora una volta questi episodi sarebbero rimasti nel chiuso della sfera familiare, del resto non è facile prendere decisioni drastiche a carico di un figlio. Si pensa sempre che possa cambiare ed invece a volte non è cosi. Cosa abbia potuto scatenare la furia omicida di Giovanni, saranno gli atti processuali a delinearlo. Giovanni Limata, davanti al Gip, per l'interrogatorio di garanzia che potrebbe tenersi lunedi, assistito dal suo legale di fiducia l'avv.Mario Picca, potrà spiegare cosa è accaduto nella tarda serata di venerdi in quell'appartamento al Corso Vittorio Emanuele di Avellino. Appare chiaro che questo ragazzo non è stato aiutato in un percorso di recupero che forse avrebbe evitato quanto accaduto la notte scorsa ad Avellino. Appare davvero difficile da accettare che un giovane poco più che ventenne che tanti a Cervinara conoscevano, abbia potuto pianificare con la sua fidanzatina addirittura una strage, visto che come afferma la nota del Procuratore Airoma, "la torbida e allarmante vicenda, si è rivelata essere l'epilogo - fortunatamente solo parzialmente portato a termine- di una vera e propria strage pianificata dalla coppia". Infatti dovevano essere uccise anche la madre e la sorella della ragazza e poi i due sarebbero dovuti fuggire. Giovanni ed Elena avrebbero reso dichiarazioni confessorie. Una vicenda assurda e che pone una serie di interrogativi. Si sarebbe potuto fare qualcosa in passato per questo giovane? Chi si sarebbe dovuto occupare del suo recupero perchè non lo ha fatto? A volte chi si occupa del recupero di questi ragazzi difficili deve avere il coraggio di calarsi in queste realtà difficili. Giovanni Limata poteva essere indirizzato in un percorso diverso? Domande che naturalmente resteranno senza risposta ma che dovrebbero essere motivo di riflessione per tanti a Cervinara, affinchè si intervenga tempestivamente in tante altre situazioni difficili.