Cervinara. Al Santuario dell'Addolorata inizio “SETTENARIO” per il Venerdì di Passione.
(Antonio Raucci) Nel Santuario Diocesano della B.V. Addolorata, presso l'Abbazia di S. Gennaro V. e M. di Cervinara inizia il solenne “SETTENARIO” in preparazione del VENERDI' DI PASSIONE. Da venerdì...
(Antonio Raucci) Nel Santuario Diocesano della B.V. Addolorata, presso l'Abbazia di S. Gennaro V. e M. di Cervinara inizia il solenne “SETTENARIO” in preparazione del VENERDI' DI PASSIONE. Da venerdì 04 aprile a giovedì 10 aprile, ogni sera, alle ore 18:30 si terrà la preghiera del santo rosario ed a seguire la Celebrazione Eucaristica. A Cervinara, la devozione alla Madonna Addolorata ha radici antichissime, è la storia di una lunga devozione. Durante l’anno due sono i momenti più attesi e vissuti con intensa preghiera e raccoglimento ed anche con un forte trasporto emotivo che fa ritornare molti cuori al Cuore di Dio, molti figli che si accostano per la prima volta alla Fede, e molte famiglie che si ricongiungono per questi due appuntamenti a cui nessuno vuole rinunciare: il Venerdì di Passione e la Festa Liturgica di settembre a cui in passato si aggiungevano anche i festeggiamenti civili. I momenti cosiddetti Forti dell’anno liturgico sono il Tempo di AVVENTO e il Tempo di QUARESIMA, e senza rischiare di essere incompreso o irriverente, a Cervinara i tempi liturgici forti raddoppiano con il solenne “Settenario” in preparazione al Venerdì di Passione e il solenne “Novenario” in preparazione della festa di settembre. I due momenti hanno sempre per protagonista la Beata Vergine Addolorata, la contemplazione dei suoi Dolori che, per volere divino l’hanno associata al grande mistero della crocifissione, morte e Risurrezione del Signore Gesù Cristo.
La devozione alla Vergine Addolorata parte dalla fine del XI secolo con un primo accenno alle celebrazioni per i suoi cinque gaudi e dei suoi cinque dolori, simboleggiati dalle cinque spade, anticipatrici della celebrazione liturgica, istituita in seguito, per i sette dolori, ed ecco le sette spade ben rappresentate sul petto nell’antico simulacro custodito nel santuario di Cervinara. Nel 1233 sette nobili fiorentini iscritti all’Arte dei Mercanti, poeti e attori della compagnia dei “Laudesi” erano soliti esprimere il loro amore alla Vergine in laudi davanti ad una immagine dipinta sul muro in una via della città di Firenze, come i giullari facevano con la donna amata. Improvvisamente videro l’immagine animarsi, apparire addolorata e vestita a lutto: in quel periodo era in corso un odio fratricida che divideva la città ed anche loro ne erano coinvolti. Dopo questo episodio, che avvenne esattamente il 15 agosto del 1233, questi giovani gettarono le armi, indossarono un abito a lutto, istituirono la “Compagnia di Maria Addolorata” detta dei Serviti e si ritirarono in preghiera e penitenza sul monte Senario. Agli inizi pregavano la Madonna come Vergine gloriosa perché regina del cielo e già partecipe della gloria di Dio, ma spesso appariva loro vestita della sua storia terrena e di sofferenza, dell’abito nero di vedovanza, segno della sua passione vissuta sul Calvario. Con il passare dei secoli diedero vita a varie espressioni di devozione: la Madonna ai piedi della Croce; la Compagnia dell’Abito; la Confraternita dei Sette Dolori, il Terz’Ordine; la Corona dell’Addolorata e a molte Congregazioni dell’Addolorata. Nel 1645 Roma approvò la Confraternita dei Sette Dolori; nel 1668 la Congregazione dei Riti permise all’Ordine di celebrare la Messa votiva ai Sette Dolori della Beta Vergine Maria. Intanto già due secoli prima, il Sinodo di Colonia, tenutosi nel 1423, negli otto giorni precedenti il Venerdì Santo, collocò la commemorazione liturgica dei dolori della Vergine Maria detta e riconosciuta sotto il nome del Venerdì delle “Angosce di Nostra Signora” (solo successivamente chiamato Venerdì di Passione). Nel 1700, il papa Benedetto XIII, fra' Vincenzo Maria Orsini, già arcivescovo di Benevento, per far fronte alle numerosissime istanze a alle insistenze popolari, istituì e volle dedicare il quinto venerdì di quaresima (nello specifico quello che precede la domenica delle Palme), alla commemorazione dei dolori della Vergine Maria nel mistero del suo dolore davanti alle sofferenze del Figlio Salvatore. Ecco nascere il tanto atteso “Venerdì di Passione”, interamente dedicato alle sofferenze della Madre, preludio delle sofferenze del Venerdì della Passione del Figlio Gesù Cristo, quello successivo della Settimana Santa. Il Venerdì di Passione è vissuto con lo sguardo rivolto a Maria, per imitarne l’eloquente esempio della cum-passio, ossia alla sua partecipazione alla imminente Passione del Figlio, che tradizione vuole Ella va cerando per le strade di Gerusalemme avendo già in sé l’imminente perdita del suo Gesù; in quel giorno il borgo Ferrari diventa la Gerusalemme cervinarese. Questa celebrazione consente di soffermarsi sull’aspetto emotivo della sofferenza di Maria. A Cervinara, con la sua breve ma intensa processione, l’Addolorata diventa la pellegrina del dolore per eccellenza e la sua immagine viene portata in processione, eccezionalmente senza la corona sul capo, per poi essere di nuovo coronata per il mattino di Pasqua. Questo giorno, da secoli molto sentito a Cervinara, come in tantissime altre realtà dell’Italia meridionale, altri paesi europei e dell’America latina, già ci introduce nella Settimana Santa e rappresenta il preludio della Passione di Cristo e della Pasqua di Resurrezione. Il giorno del Venerdì di Passione si può considerare il giorno dell’Unità Cittadina, ogni “campanile” si inchina alla Regina di Cervinara, rappresenta il Portale d’Ingresso di un tempo privilegiato; dopo il lungo tempo quaresimale, il popolo cervinarese viene introdotto con due giorni di anticipo nella Grande Settimana Santa e nel Triduo Sacro, guidati e sorretti dalla Santissima Madre Addolorata, la Vergine della Pasqua.