Cervinara 2026, dove sono liste e programmi? Si attende sempre l'ultimo giorno?
Sei mesi di chiacchiere e ancora nessuna lista: come sperare in programmi seri per il paese? Basta piazzate, i problemi vanno a babbo morto.
Siamo ormai a fine Marzo. Da settembre 2025 il brusio elettorale riempie i caffè e le piazze, ma a un mese esatto dal termine ultimo di presentazione ufficiale delle liste, il panorama è desolante: tanta nebbia e pochissimi fatti. La politica, da quella dei palazzi romani a quella dei nostri vicoli, oggi non perdona. I social network hanno trasformato ogni passo falso in una macchia indelebile e i cittadini, armati di smartphone e memoria storica, non sono più disposti a farsi incantare dal "valzer delle poltrone".
Candidati sulla Carta, Problemi sulla Pelle
Al momento, la griglia di partenza vede una sola certezza ufficiale, Anna Marro, affiancata da tre nomi che fluttuano in un limbo tattico: Caterina Lengua, Filuccio Tangredi e Giuseppe Ragucci. Quattro figure, quattro storie, ma un unico grande vuoto comunicativo e programmatico.
Mentre i potenziali candidati si studiano, si pesano e aspettano il "passo falso" dell'avversario per chiudere gli accordi dell'ultimo minuto, i problemi strutturali del paese restano fermi al palo. Questa melina infinita trasmette un messaggio pericoloso: che la priorità sia vincere la partita dei numeri e non governare la realtà.
La Politica non è una "Scampagnata"
Bisogna dirlo con chiarezza: misurarsi in una campagna elettorale non è una passeggiata ludica tra i boschi del Partenio. È un atto di servizio che richiede:
Credibilità: Non si costruisce con le strette di mano dell'ultimo secondo, ma con la coerenza.
Programmi Realizzabili: Basta con i "libri dei sogni". Servono scadenze, coperture finanziarie e obiettivi concreti.
Coraggio: Quello di presentarsi agli elettori con una squadra definita, senza aspettare l'ultima ora dell'ultimo giorno per tappare i buchi nelle liste.
L'Appello: Basta Piazzate, Servono Visioni
Arrivare a ridosso della scadenza per definire i candidati significa, inevitabilmente, rimandare i problemi del paese "a babbo morto". Se la classe dirigente attuale vuole davvero recuperare il rispetto degli elettori, deve smetterla con il teatrino delle schermaglie personali e delle piazzate che non interessano a nessuno.
Il tempo delle tattiche è scaduto. Gli elettori non chiedono miracoli, ma serietà. Chi ha intenzione di guidare questa comunità faccia un passo avanti non solo con il nome, ma con un progetto che sia degno di questo nome. Altrimenti, il rischio è che a vincere non sia un candidato, ma l'ennesima ondata di disillusione e astensionismo.
Cervinara merita di più di una lista compilata in fretta su un cofano d'auto a dieci minuti dalla scadenza.