Caso Mimì Manzo: Il GUP chiede l'accusa di omicidio. Rischio ergastolo per gli imputati

Svolta nel caso dell'ex muratore: il GUP chiede di contestare l'omicidio e la distruzione di cadavere. Gli imputati rischiano l'ergastolo.

A cura di Redazione
15 aprile 2026 21:57
Caso Mimì Manzo: Il GUP chiede l'accusa di omicidio. Rischio ergastolo per gli imputati -
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Una svolta clamorosa riapre il caso della scomparsa di Domenico "Mimì" Manzo, l’ex muratore di Prata Principato Ultra svanito nel nulla la sera dell’8 gennaio 2021. Durante l’udienza preliminare tenutasi oggi presso il tribunale di Avellino, il GUP Antonio Sicuranza ha rimescolato le carte del processo, restituendo gli atti alla Procura con un’indicazione precisa: valutare la modifica del capo di imputazione da sequestro di persona a omicidio aggravato dai futili motivi e distruzione di cadavere.

La decisione del Giudice

Il provvedimento, contenuto in un documento di sedici pagine, accoglie l'istanza presentata dal legale di Lucia Manzo (sorella dello scomparso). Il giudice Sicuranza non ha disposto il rinvio a giudizio né l'archiviazione, ma ha tracciato una nuova rotta giuridica che, se recepita dal Pubblico Ministero, trasformerebbe radicalmente il destino processuale dei tre imputati.

Passare dal sequestro di persona all’omicidio aggravato significherebbe, infatti, spostare il baricentro del processo verso una pena potenziale che arriva fino all'ergastolo.

Una ricostruzione attesa da anni

Dopo oltre cinque anni di indagini e silenzi, la comunità irpina assiste a quello che le parti civili definiscono un ribaltamento dell'impianto accusatorio. Secondo il GUP, gli elementi finora raccolti suggerirebbero uno scenario ben più tragico del semplice sequestro: Mimì Manzo non sarebbe stato solo prelevato, ma ucciso e il suo corpo fatto sparire. Ora la palla torna alla Procura. Il sostituto procuratore Del Mauro dovrà decidere se conformarsi alle indicazioni del GUP, riformulando l'accusa in omicidio, o se insistere sulla linea del sequestro di persona.

Il futuro del processo dipende dalle prossime mosse della Procura di Avellino. Se il capo d'imputazione verrà modificato in omicidio, il caso passerà quasi certamente alla competenza della Corte d'Assise. Resta il dolore di una famiglia che da anni attende una verità definitiva sulla sorte di Mimì, in una vicenda che continua a oscillare tra il giallo e la cronaca nera più cupa.

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