Caso Marco Nonno: la Procura di Napoli indaga per falso sul reintegro in Regione
Indagine per falso sui documenti presentati dall'esponente di FdI: la Finanza acquisisce gli atti. Nel mirino l'iter per tornare in Consiglio.
Nuova bufera giudiziaria intorno al Consiglio Regionale della Campania. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Napoli, hanno acquisito nelle scorse ore la documentazione relativa alla richiesta di reintegro presentata da Marco Nonno, esponente di Fratelli d’Italia.
L’ipotesi di reato su cui si concentra l’attenzione degli inquirenti è quella di falso. Al centro degli accertamenti ci sarebbe la presunta irregolarità degli atti depositati dal politico per riottenere il proprio scranno nell'assemblea di via Santa Lucia.
Il nodo del reintegro
Marco Nonno, primo dei non eletti nella lista di FdI e già consigliere, punta a tornare in aula dopo l’opzione per il Parlamento di Edmondo Cirielli. Il percorso dell'esponente di destra è stato però interrotto dalla Legge Severino, scattata in seguito a una condanna definitiva per resistenza a pubblico ufficiale legata ai fatti di Pianura.
I fatti di Pianura e l'iter giudiziario
La vicenda affonda le radici nelle violente proteste del 2008 contro la riapertura della discarica in Contrada Pisani, a Pianura, durante l'emergenza rifiuti.
Primo Grado: Condanna per devastazione e resistenza a pubblico ufficiale.
Appello: Assoluzione dall'accusa più grave (devastazione) e conferma della condanna a 2 anni per resistenza, pena già scontata.
Cassazione: La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura Generale contro l'assoluzione per devastazione, disponendo un nuovo processo (appello bis) a Napoli.
L'inchiesta attuale
Proprio la fluidità del quadro giudiziario — con un processo ancora pendente per il reato di devastazione — rappresenta il cuore dell'indagine della Procura. I magistrati intendono verificare se nella documentazione presentata da Nonno per attestare il possesso dei requisiti necessari al reintegro siano state fornite informazioni non rispondenti al vero o se siano state omesse comunicazioni decisive sullo stato dei procedimenti a suo carico.
L'accesso dei finanzieri negli uffici del Tribunale serve a cristallizzare i passaggi burocratici compiuti dall'esponente politico e valutare se vi sia stato un tentativo di indurre in errore gli organi regionali preposti alla convalida degli eletti.