Caso Domenico: scontro tra Monaldi e legali. È guerra sul risarcimento
Tra accuse di silenzio istituzionale e richieste milionarie, la morte del piccolo Domenico diventa un caso politico: il legale attacca, l'ospedale replica.
La morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni scomparso lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito, continua a scuotere l’opinione pubblica, trasformandosi ora in un acceso scontro legale e mediatico tra la famiglia e l’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi).
L’Accusa: "Un silenzio che uccide due volte"
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha rotto il silenzio con una lettera aperta dai toni durissimi, indirizzata anche al governatore campano Roberto Fico. Secondo il legale, l’ospedale si starebbe dimostrando "istituzionalmente sordo", ignorando una proposta di componimento bonario inviata via PEC per evitare alla famiglia il trauma di un lungo processo civile parallelo a quello penale.
"Il Monaldi non ha risposto. Ha eliso la comunicazione come se la famiglia non esistesse", attacca Petruzzi.
Il legale bolla inoltre come un "gesto di facciata" la piantumazione di un albero in memoria del bambino, accusando la dirigenza di voler riabilitare la propria immagine pubblica mentre ignora le richieste concrete dei genitori.
La Difesa: "Richiesta da 3 milioni non trattabile"
Non si è fatta attendere la replica di Anna Iervolino, direttrice generale del Monaldi, che ha fornito una versione dei fatti diametralmente opposta. Secondo l'Azienda, la proposta stragiudiziale sarebbe arrivata il giorno dopo il funerale, con un vincolo di stretta riservatezza e una richiesta economica di 3 milioni di euro, definita dai legali della famiglia come "non negoziabile".
La direzione sottolinea alcuni punti chiave:
Tempi tecnici: Una valutazione del genere richiede accertamenti medico-legali che non possono sottostare a ultimatum unilaterali.
Sedi opportune: L’azienda lamenta una "strategia di esposizione mediatica" che rischierebbe di inquinare il confronto tecnico-giuridico.
Il gesto dell'ulivo: La piantumazione sarebbe stata un’iniziativa spontanea del personale, accettata con gratitudine dai genitori (Patrizia e Antonio), i quali avrebbero ribadito di non nutrire rancore verso medici e infermieri.
Verso il confronto
Mentre le indagini preliminari della magistratura fanno il loro corso per accertare eventuali responsabilità cliniche, il clima resta teso. Solo lo scorso 24 marzo l'Ufficio Legale dell'ospedale ha preso in carico una nuova richiesta di incontro. La sfida ora si sposta dal piano del dolore a quello della legittimità procedurale, in un equilibrio precario tra la ricerca della giustizia e la gestione del denaro pubblico.