Caso Cosentino, la difesa rilancia: depositato il ricorso in Cassazione

L'avvocato Vannetiello punta a un'ulteriore riduzione della pena e blocca la mossa della Procura. Per l'ex sottosegretario ora si profila l'ipotesi dei servizi sociali.

A cura di Redazione
16 maggio 2026 18:50
Caso Cosentino, la difesa rilancia: depositato il ricorso in Cassazione -
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La difesa dell’ex onorevole Nicola Cosentino, guidata dall’avvocato Dario Vannetiello, ha mosso una nuova e inaspettata pedina sulla scacchiera giudiziaria, depositando un ricorso presso la Suprema Corte di Cassazione. La decisione giunge dopo lo straordinario risultato ottenuto dinanzi alla Corte di Appello di Napoli, che aveva riconosciuto il vincolo della continuazione (il medesimo disegno criminoso) tra reati temporaneamente distanti ed eterogenei. Nonostante l'apprezzamento per lo spessore giuridico di quel provvedimento, che ha già prodotto consistenti effetti favorevoli per l'ex sottosegretario all'Economia dei governi Berlusconi, la difesa punta ora a ottenere un'ulteriore riduzione della pena.

La scelta strategica del legale è stata guidata dalla certezza che anche la Procura Generale avrebbe impugnato l'ordinanza d'appello, un presagio confermato dal duro scontro dialettico andato in scena al Palazzo di Giustizia partenopeo. In questo modo, il confronto davanti ai giudici di legittimità avverrà ad armi pari, poiché il collegio della Cassazione si troverà a dover valutare contemporaneamente i ricorsi di entrambe le parti e non solo quello dell'organo d'accusa. Fino a questo momento la linea difensiva ha incassato solo successi, consolidando una posizione di netto vantaggio nella complessa architettura processuale.

Nelle scorse settimane, infatti, i magistrati napoletani hanno respinto la richiesta della Procura Generale che mirava a congelare l'efficacia della riduzione di pena in attesa del pronunciamento della Cassazione. Il rigetto di questa istanza di sospensione ha di fatto sbloccato la situazione esecutiva per l'ex esponente politico, un tempo considerato tra i più influenti e potenti della Campania. Grazie al mancato accoglimento del ricorso dell'accusa, la difesa ha potuto avviare l'iter per l'accesso immediato alle misure alternative alla detenzione.

L'ex parlamentare può ora invocare legittimamente l'ammissione a benefici penitenziari di rilievo, primo tra tutti l'affidamento in prova ai servizi sociali, che gli permetterebbe di lasciare definitivamente il carcere di Spoleto dove è attualmente recluso. L'istanza sarà discussa a breve dinanzi al Tribunale di Sorveglianza di Perugia, competente per territorio, con un esito che resta comunque aperto e non facilmente prevedibile. Nel frattempo, l'avvocato Vannetiello ha avviato un'ulteriore azione legale, segnalando un presunto errore materiale nella redazione del provvedimento di cumulo delle pene e chiedendone l'immediata correzione.

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